Le regole per la compensazione dei crediti verso la P.A. coi debiti tributari

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 1 aprile 2014

pubblichiamo una guida di 10 pagine alle modalità pratiche (per il contribuente e l'amministrazione coinvolta) degli adempimenti da seguire per compensare i crediti che il contribuente vanta verso la Pubblica Amministrazione, con debiti tributari

Nel corso degli ultimi anni sono state apportate modifiche alle modalità con le quali i crediti non prescritti certi liquidi ed esigibili maturati nei confronti dello Stato e degli enti pubblici nazionali per somministrazioni, forniture e appalti, possono essere compensati con i debiti tributari.

In questo nostro intervento analizziamo le disposizioni contenute nell'art. 28-quater e 28-quinquies del D.P.R.n.602/73.



LA COMPENSAZIONE DI CREDITI CON SOMME DOVUTE A SEGUITO DI RUOLI

L’art. 31, comma 1-bis, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in Legge n. 122 del 20 luglio 2010, ha inserito nel D.P.R. n.602/73, l’art. 28-quater, con il quale ha regolamentato le compensazioni di crediti con somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Il Decreto del Ministero dell’economia e delle finanze 25 giugno 2012, in G.U. n. 152 del 2 luglio 2012, ha fissato le modalità con le quali, a partire dal 1º gennaio 2011, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti delle Regioni, degli Enti locali e degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo.

Per il raggiungimento dello scopo, il creditore deve acquisire la certificazione prevista dall’art.9, comma 3-bis, del D.L. n.185 del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per utilizzarla per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute a seguito dell’iscrizione a ruolo, condizionata alla verifica dell’esistenza e validità della certificazione.

Se la regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versa all’agente della riscossione l’importo oggetto della certificazione entro 60 giorni dal termine nella stessa indicato, l’agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del creditore, alla riscossione coattiva nei confronti degli stessi enti.

Se possono essere oggetto di compensazione i crediti maturati nei confronti di regioni, enti locali, enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, sono compensabili le cartelle di pagamento, gli avvisi di accertamento esecutivi, i tributi erariali, regionali e locali, i contributi assistenziali e previdenziali, i premi per l'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali, e le entrate spettanti all'amministrazione che ha rilasciato la certificazione prevista.



Il dettato normativo

L’art.28-quater del D.P.R.n.602/73, così recita:

1. A partire dal 1º gennaio 2011, i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati con le somme dovute a seguito di iscrizione a ruolo. A tal fine la certificazione prevista dall'articolo 9, comma 3-bis,del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni,dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, e le certificazioni richiamateall'articolo 9, comma 3-ter, lettera b), ultimo periodo, del medesimodecreto, recanti la data prevista per il pagamento, emesse mediantel'apposita piattaforma elettronica, sono utilizzate, a richiesta delcreditore, per il pagamento, totale o parziale, delle somme dovute aseguito dell'iscrizione a ruolo, effettuato in data antecedente a quellaprevista per il pagamento del credito. L’estinzione del debito a ruolo è condizionata alla verifica dell’esistenza e validità della certificazione. Qualora la regione, l'ente locale o l'ente del Servizio sanitario nazionale non versi all'agente della riscossione l'importo oggetto della certificazione entro sessanta giorni dal termine nella stessa indicato, l'agente della riscossione ne dà comunicazione ai Ministeri dell'interno e dell'economia e delle finanze e l'importo oggetto della certificazione è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all'ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. Dai recuperi di cui al presente comma sono escluse le risorse destinate al finanziamento corrente del servizio sanitario nazionale. Nel caso in cui il recupero non sia stato possibile, l'agente della riscossione procede, sulla base del ruolo emesso a carico del titolare del credito, alla riscossione coattiva secondo le disposizioni di cui al titolo II del presente decreto. Le modalità di attuazione del presente articolo sono stabilite con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze anche al fine di garantire il rispetto degli equilibri programmati di finanza pubblica.



Il procedimento

Il titolare del credito, una volta acquisita la certificazione, la presenta all'agente della riscossione competente, per il pagamento totale o parziale delle somme sopra indicate.

Qualora il pagamento riguardi solo una parte delle somme dovute, è onere del contribuente indicare, contestualmente, le posizioni debitorie che intende estinguere. In assenza di indicazione, l'imputazione dei pagamenti è effettuata dall'agente della riscossione ai sensi dell'art. 31 del D.P.R.n.602/73, secondo le seguenti regole:

  • il concessionario non ha il potere di rifiutare pagamenti parziali di rate scadute e pagamenti in acconto per rate di imposte non ancora scadute;

  • in presenza di rate scadute il pagamento non può essere imputato alle rate non scadute, se non per la eventuale eccedenza, comprese le indennità di mora, i diritti e le spese maturati a favore del concessionario;

  • in presenza di rate scadute l'imputazione è fatta, rata per rata, iniziando dalla più remota, al debito d'imposta, soprattassa, pena pecuniaria e poi al debito per indennità di mora ( l’imputazione non può essere fatta ai diritti ed alle spese maturati a favore del concessionario se non dopo la completa estinzione del debito per le rate scadute e relative indennità di mora);

  • in presenza di debiti di imposta già scaduti l'imputazione è fatta con preferenza alle imposte o quote di imposta meno garantite e fra imposte o quote di imposta ugualmente garantite con precedenza a quella più remota.



L'agente della riscossione, trattiene l'originale della certificazione, ne rilascia copia timbrata per ricevuta al titolare del credito e procede, entro i 3 giorni lavorativi successivi, mediante richiesta trasmessa all'amministrazione debitrice a mezzo email certificata, alla verifica dell'esistenza e validità di tale certificazione ( ove possibile va utilizzata la piattaforma elettronica disciplinata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di cui all'art. 13, comma 2, della L.n.183/2011).

Entro il 10 giorno successivo alla richiesta dell'agente della riscossione, l'Amministrazione debitrice è tenuta a comunicare, stesso mezzo, l'esito della verifica all'agente della riscossione che informa il titolare del credito.

In caso di esito positivo della verifica, il debito si estingue limitatamente all'importo corrispondente al credito certificato e utilizzato in compensazione e il titolare del credito ritira l'attestazione di avvenuta compen