Si anticipa l’accertamento solo in caso di urgenza

di Francesco Buetto

Pubblicato il 7 aprile 2014

se l'accertamento viene notificato al contribuente prima dei 60 giorni dalla notifica del PVC per un disguido del Fisco, allora può essere annullato

Con la sentenza n. 2588 del 5 febbraio 2014 (ud. 5 dicembre 2013) la Suprema Corte di Cassazione conferma la linea assunta: l’accertamento anticipato è legittimo solo se è motivato dall’urgenza. Nel caso in questione, l’accertamento è stato notificato al 59° giorno (forse per un disguido, pur se sono presenti le ragioni che giustificano l’urgenza).

 

La sentenza

La Corte, in apertura, prende atto che la questione relativa all'interpretazione della L. n. 212 del 2000, art. 12, comma 7, è stata risolta dalle Sezioni Unite con la sentenza n. 18184 del 2013 che ha affermato il seguente principio di diritto: "In tema di diritti e garanzie del contribuente sottoposto a verifiche fiscali, la L. 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 7, deve essere interpretato nel senso che l'inosservanza del termine dilatorio di sessanta giorni per l'emanazione dell'avviso di accertamento - termine decorrente dal rilascio al contribuente, nei cui confronti sia stato effettuato un accesso, un'ispezione o una verifica nei locali destinati all'esercizio dell'attività, della copia del processo verbale di chiusura delle operazioni - determina di per sè, salvo che ricorrano specifiche ragioni di urgenza, la illegittimità dell'atto impositivo emesso ante tempus, poichè detto termine è posto a garanzia del pieno dispiegarsi del contraddittorio procedimentale, il quale costituisce primaria espressione dei principi, di derivazione costituzionale, di collaborazione e buona fede tra amministrazione e contribuente ed è diretto al migliore e più efficace esercizio della potestà impositiva. Il vizio invalidante non consiste nella mera omessa enunciazione nell'atto dei motivi di urgenza che ne hanno determinato l'emissione anticipata, bensì nell'effettiva assenza di detto requisito (esonerativo dall'osservanza del termine), la cui ricorrenza, nella concreta fattispecie e all'epoca di tale emissione, deve essere provata dall'Ufficio". Secondo l'orientamento espresso dalle Sezioni Unite a fronte di "un avviso di accertamento emesso prima della scadenza del termine de quo e privo dell'enunciazione dei motivi di urgenza che lo le