Quadro RW: gli obblighi di monitoraggio, tantissime le novità, a partire dal "titolare effettivo"

Aspetti generali

La legge europea 2013 – L. 6.8.2013, n. 97, vigente dal 4.9.2013 – ha innovato la disciplina riguardante il monitoraggio fiscale, prevedendo che sono tenuti agli obblighi di dichiarazione anche i c.d. «titolari effettivi» degli investimenti esteri secondo la normativa antiriciclaggio [art. 1, secondo comma, lett. u), dell’allegato al D.Lgs. 21.11.2007, n. 231].

In particolare, l’art. 9 della L. 6.8.2013, n. 97, ha innovato le disposizioni in materia di monitoraggio riscrivendo gli artt. 1, 2, 4, 5 e 6 del D.L. n. 167/1990.

La nuova normativa ha previsto, in sintesi:

  • l’eliminazione della sezione I (trasferimenti attuati attraverso soggetti non residenti senza il tramite di intermediari italiani) e della sezione III (trasferimenti da, verso e sull’estero relativi agli investimenti detenuti all’estero);

  • la riduzione delle sanzioni a una misura che può andare dal 3% al 15% dell’ammontare degli importi non dichiarati (in precedenza potevano andare dal 10% al 50%).

Nel caso in cui le attività siano detenute in Stati o territori considerati a fiscalità privilegiata, le sanzioni sono raddoppiate e per l’omessa presentazione del modulo RW entro 90 giorni dal termine risulta applicabile un’ulteriore sanzione di 258 euro.

È invece sopravvissuta la sezione II, nella quale devono essere indicati gli investimenti esistenti all’estero al termine del periodo d’imposta.

Gli obblighi di indicazione non sussistono per le attività finanziarie e patrimoniali affidate in gestione o in amministrazione agli intermediari residenti e per i contratti che siano comunque conclusi attraverso il loro intervento, se i flussi finanziari e i redditi derivanti da tali attività e contratti siano stati assoggettati a ritenuta o a imposta sostitutiva.

La disciplina del monitoraggio fiscale

Il monitoraggio fiscale si traduce nell’ordinamento italiano nell’obbligo di render conto degli investimenti, delle disponibilità e delle movimentazioni che a vario titolo interessano l’«estero»; la relativa disciplina normativa (D.L. n. 167/1990) è espressione del processo di liberalizzazione dei movimenti di capitali impostosi nell’ordinamento sovranazionale comunitario (da un lato), e della conseguente necessità di controllare tali movimenti in funzione anti-evasione e antiriciclaggio.

Sono tenuti alla presentazione del modulo RW, in generale, le persone fisiche, gli enti non commerciali e i soggetti fiscalmente trasparenti di cui all’art. 5 del TUIR (società di persone e soggetti assimilati); deve inoltre sussistere la condizione costituita dalla detenzione di investimenti all’estero o di attività estere di natura finanziaria, attraverso le quali possono essere conseguiti redditi di fonte estera imponibili in Italia.

La sintesi delle novità

Con la circolare 23.12.2013, n. 38/E, l’Agenzia delle Entrate ha illustrato e commentato le innovazioni del 2013 alla disciplina del monitoraggio fiscale.

Secondo quanto è rammentato nella circolare, queste rispondono alla necessità di adempiere a obblighi comunitari per i quali erano stati avviati in sede europea, nei confronti dello Stato italiano, casi di preinfrazioni nonché procedure di infrazione.

In linea generale, tutte le disposizioni contenute nella suddetta legge mirano ad evitare la condanna dello Stato italiano al pagamento di sanzioni pecuniarie in favore dell’Unione europea e prevenire aggravi finanziari a carico delle casse dello Stato.

Al fine di dare piena attuazione a queste disposizioni, è stato emanato il provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate del 18.12.2013, riguardante tra l’altro il contenuto della dichiarazione da predisporre, a decorrere dal periodo di imposta 2013, per assolvere gli obblighi di monitoraggio fiscale.

In particolare, come già rammentato sopra, sono state eliminate le sezioni I e III del modulo RW (che ora deve essere compilato solamente per indicare la consistenza delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero),…

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