Dichiarazioni di terzi per difendersi dall’accertamento sintetico

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 2 maggio 2013

le dichiarazioni extraprocessuali di terzi, se suffragate da altri documenti, possono fare prova contro una ricostruzione "sintetica" del reddito

Con la sentenza n. 7707 del 27 marzo 2013 (ud. 6 febbraio 2013) la Corte di Cassazione ha riconosciuto valore alle dichiarazioni di terzi, solo se riscontrate, nell’ambito di un accertamento sintetico.

 

Il fatto

L'Agenzia delle Entrate propone ricorso per la cassazione della sentenza della CTR, che, in riforma della decisione della CTP, aveva accolto il ricorso del contribuente avverso l'avviso d'accertamento sintetico col quale era stato elevato il suo reddito per l'anno 1999, in forza d'investimenti patrimoniali dallo stesso effettuati nel periodo d'imposta.

 

Le doglianze dell’Agenzia delle Entrate

Con il primo motivo, l’A.F. deduce la violazione dell’art. 7, del D.Lgs. n. 546 del 1992, (divieto di prova testimoniale), “per avere la CTR fondato la decisione esclusivamente sulle dichiarazioni scritte, prodotte in atti, del padre del contribuente, il quale asseriva di avere ottenuto un finanziamento bancario il cui importo aveva versato al figlio per permettergli di effettuare l'investimento, con onere per questi di successiva restituzione”.

Con il secondo motivo, l'Agenzia deduce insufficiente motivazione su un fatto decisivo della controversia in quanto la CTR da una parte, afferma che il presupposto impositivo era costituito dalla presunzione di possesso di reddito per gli anni successivi all'investimento, così fraintendendo l'assunto dell'Ufficio, e dall'altra, ritiene sufficiente prova, a favore del contribuente, la certificazione bancaria della concessione dell'apertura di credito a favore del padre di costui, "ritenendo implicitamente che tale prova non potesse essere fornita dalle dichiarazioni rese alla Commissione dal padre del contribuente".

 

La sentenza

Richiamando propri precedenti (Cass. n. 11785 del 2010 e n. 4269 del 2002) la Corte riafferma che "nel processo tributario, fermo restando il divieto di ammissione della prova testimoniale posto dal D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 7, il potere di introdurre dichiarazioni rese da terzi in sede extraprocessuale - con il valore probatorio 'proprio degli elementi indiziari, i quali, mentre possono concorrere a formare il convincimento del giudice, non sono idonei a costituire, da soli, il fonda