La mediazione fiscale e la difesa del contribuente

di Maria Leo

Pubblicato il 2 febbraio 2013

l'utilizzo delle strumento della mediazione fiscale ha un impatto importante per strutturare la difesa del contribuente contro le prestese del Fisco: ecco alcuni utili suggerimenti

Quello che appare certo in questa fase di incertezza che caratterizza il nuovo istituto è che la tecnica difensiva probabilmente cambierà e la difesa del contribuente sarà sempre più difficile e impegnativa.

Iniziamo con il fatto che nella redazione del reclamo/ricorso il contribuente deve eccepire in maniera circostanziata e soprattutto immodificabile tutte le eccezioni che intende proporre, pena l’inammissibilità delle stesse.

Infatti il reclamo diventerà, una volta esaurita la fase della mediazione, ricorso e, in quanto tale, deve contenere tutti le eccezioni di diritto e di merito che il contribuente intende proporre.

Ciò vuol dire sicuramente uno svantaggio dal punto di vista della tecnica difensiva poiché il contribuente, sin dalla fase cd. “amministrativa”, giocherebbe a carte scoperte di fronte ad un’altra parte che diventerà parte processuale anche essa (se non si concluderà con esito positivo la fase amministrativa), ma che avrà avuto tutto il tempo necessario per prendere posizione sulle eccezioni di controparte, magari anticipando quella che sarà la decisione di merito.

Vi è, pertanto, una vera e propria anticipazione dei motivi del ricorso. Motivi che delimitano, sin da questa fase, la materia del contendere nell’eventuale fase contenziosa.

Se un vizio non viene dedotto nella fase del reclamo non potr