Appello incindentale: obblighi di notifica

di Antonio Terlizzi

Pubblicato il 9 agosto 2012

l’appellante incidentale, a pena d’inammissibilità, deve depositare copia dell’appello presso la segreteria del giudice di primo grado, se detto onere non sia stato osservato dall’appellante principale

Premessa

L’articolo 3-bis, comma 7, del decreto legge n. 203/2005 così recita: "All’articolo 53, comma 2, del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: "Ove il ricorso non sia notificato a mezzo di ufficiale giudiziario, l’appellante deve, a pena d’inammissibilità, depositare copia dell’appello presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata".I l comma 7 dell’articolo 3-bis del dl n. 203/2005 ha modificato l’articolo 53, comma 2, del decreto n. 546, introducendo a carico dell’appellante, “Ove il ricorso non sia stato notificato a mezzo di ufficiale giudiziario”, un’ulteriore incombenza, consistente nell’obbligo di depositare copia dell’appello presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria provinciale che ha pronunciato la sentenza impugnata. Detto adempimento deve essere assolto dall’appellante a pena di inammissibilità. Esso sostanzialmente svolge – nei casi in cui l’appellante non si avvale per la notifica dell’intermediazione dell’ufficiale giudiziario - la stessa funzione di cui all’articolo 123 (“Avviso d'impugnazione alla cancelleria”) delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile, che così dispone: “L'ufficiale giudiziario che ha notificato un atto d'impugnazione deve darne immediatamente avviso scritto al cancelliere del giudice che ha pronunciato la sentenza impugnata. “Il cancelliere deve fare annotazione dell'impugnazione sull'originale della sentenza”.

 

Adempimenti appellante principale

In buona sostanza, com’è possibile desumere dall’interpretazione logico-sistematica della normativa, l’appellante principale che non ha effettuato la notifica del ricorso in appello a mezzo di ufficiale giudiziario, deve:

  1. depositare a pena di inammissibilità, entro il termine di 30 giorni dalla proposizione dell’appello, copia dell’appello presso l’ufficio di segreteria della commissione tributaria che ha pronunciato la sentenza impugnata ovvero presso la C.T. Provinciale;

  2. entro 30 giorni dalla proposizione del ricorso a pena di inammissibilità depositare nella segreteria della C.T. adita ovvero presso la segreteria della C.T. Regionale copia del ricorso consegnato o spedito per posta.

 

Adempimenti appellante incidentale

La sentenza n. 4679 del 23 marzo 2012 della Cassazione Civile, Sez. V merita di essere segnalata all’attenzione del’operatore tributario poiché ha statuito i seguenti principi.

  • L'appellante incidentale ha l'onere di verificare se, entro i trentagiorni successivi alla notifica dell'appello principale, l'appellante principale ha provveduto al deposito, presso la C.T.P., di copia dell'atto di appello da esso proposto, adempimento previsto a pena di inammissibilità dell'appello dall'art. 53 del D.Lgs. n. 546/1992 se l'appello non è stato notificato a mezzo di ufficiale giudiziario.

  • Ove l'appellante incidentale constati il mancato deposito di ciò, deve, egli stesso, provvedere al deposito del suo appello presso la C.T.P., entro il termine per la proposizione dell'appello incidentale, quindi entro sessanta giorni dalla notifica dell'appello principale. In tal caso:

    - l'appello principale è inammissibile in quanto non è stata depositata copia dell'appello presso la C.T.P. nei termini;

    - l'appello incidentale è ammissibile solo se tempestivo e se l'appellato ha depositato copia dell'appello incidentale presso la C.T.P..

  • E’ onere anche dell’appellante incidentale produrre e depositare la copia del proprio gravame a mente dell’art. 53 D.Lgs. n. 546 del 1992. L’impugnazione incidentale rispetto all’appello principale comporta i medesimi obblighi in capo alla parteprocessuale laddove l’appellante principale si sia reso inosservante in relazione alla disposizione prima richiamata. Pertanto, al fine di non incorrere nella sanzione dell’inammissibilità, l’appellante incidentale è tenuto a verificare le modalità di costituzione di quello principale.

 

Appello incidentale tardivo e tempestivo

L'appello incidentale tempestivo è quello proposto, nel termine di 60 giorni, previsto per l'appello principale dall'articolo 51 del D.lg. 546/92, in presenza della notifica della sentenza di primo grado; l'impugnazione incidentale tempestiva è quello che viene ad essere incardinato, quando la parte, che ha ricevuto l'impugnazione principale, sia ancora nei termini per proporre impugnazione poiché non è già decorso il termine breve o poiché in assenza della notifica della sentenza non è decorso il termine lungo.

L'appello incidentale tardivo può proporsi allorché la parte sia rimessa in termini dall'impugnazione principale effettuata dalla controparte.

L'appello incidentale tardivo (appello incidentale proposto con le controdeduzioni all’appello principale), è quello proposto, nel termine perentorio di 60 giorni, decorrenti dalla notifica dell'appello principale (cfr. articolo 23 del D.lgs. 546/92 richiamato dall'articolo 53 dello stesso decreto), ma oltre il termine ordinario, previsto per la proposizione dell'appello in via principale.

Il soggetto che lascia trascorrere il termine per la proposizione dell'appello principale, decorrente dalla notifica della sentenza di primo grado, può avvalersi dell'appello tardivo previsto dall'articolo 334 del C.P.C. anche per impugnare un capo autonomo ossia qualsiasi capo della decisione. In tema di contenzioso tributario, l'appello incidentale tardivo può riguardare anche questioni diverse da quelle prospettate con l'appello principale, non potendo attribuirsi a questo strumento di difesa una pienezza diversa da quella dell'appello incidentale civile, tenuto conto della tendenziale equiparazione del processo tributario a quello civile, prevista dall'art. 30 della legge 30 dicembre 1991, n. 413, nonché del disposto degli artt. 49 e 54 del d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, i quali richiamano per le impugnazioni tributarie le norme processuali civili, con la sola esclusione dell'art. 337 cod. proc. civ., e non pongono alcuna limitazione in ordine ai contenuti dell'appello incidentale (Cass. civ. Sez. V Sent., 07-05-2008, n. 11080).

L'impugnazione incidentale tardiva non è solo quella proposta avversa un capo della sentenza, già investito dall'impugnazione principale; l'appello incidentale tardivo può investire qualunque capo della sentenza e non soltanto quello oggetto dell'appello principale. Tale assunto trova preciso conforto dalla giurisprudenziale (vd. sentenza n. 1