La notifica dell'appello incidentale tardivo

l’appello incidentale tardivo può essere proposto depositando l’atto di controdeduzioni o trasmettendolo in plico raccomandato? Ai fini della tempestività della costituzione (e del conseguente appello incidentale) occorre fare comunque riferimento necessariamente alla data di ricezione del plico da parte della segreteria del giudice?

L’appello incidentale tardivo

L’appello incidentale tardivo (appello incidentale proposto con le controdeduzioni all’appello principale), è quello proposto, nel termine perentorio di 60 giorni, decorrenti dalla notifica dell’appello principale (vd. articolo 23 del D.Lgs. 546/92 richiamato dall’articolo 53 dello stesso decreto), ma oltre il termine ordinario, previsto per la proposizione dell’appello in via principale. L’appello incidentale, proposto con le controdeduzioni all’appello principale, non va notificato all’appellante principale e a tutte le parti che hanno partecipato al processo di primo grado, ma va solo depositato o spedito, entro il termine perentorio di 60 giorni, decorrente dalla notifica dell’appello principale presso la segreteria della CT Regionale in tanti esemplari, pari alle parti in giudizio, corredati dai documenti offerti in comunicazione. Potendo l’appellante incidentale costituirsi in giudizio anche mediante spedizione del plico a mezzo posta, ai fini del rispetto del relativo termine di sessanta giorni deve farsi riferimento alla data di spedizione , e non alla data di ricezione da parte della segreteria del giudice d’appello. Tale assunto, è stato statuito dalla recente sentenza n. 17953 del 19 ottobre della Corte di cassazione sulla base delle seguenti articolate argomentazioni:

  1. L’articolo 54 del D.lgs. 546/1992 unicamente prevede il deposito dell’atto di controdeduzioni, contenente anche l’appello incidentale, nei (modi e) termini di cui all’art. 23 dello stesso decreto; e dunque entro sessanta giorni dal giorno in cui l’appello principale è stato notificato, consegnato o ricevuto a mezzo del servizio postale.

  2. Non è previsto, ai fini della costituzione dell’appellato, altro che il deposito dell’atto. E in particolare non è previsto, a differenza di quanto accade nell’art. 22 (costituzione in giudizio del ricorrente), richiamato quanto all’appello principale – dall’art. 53, c. 2, il mezzo della spedizione dell’atto per posta.

  3. Va difatti osservato che l’art. 22 del d.lgs. n. 546/1992 è stato riformulato nel senso di cui sopra dal d.l. n. 203/2005, conv. in 1. n. 248/2005, a seguito della declaratoria che aveva sancito l’incostituzionalità del testo originario nella parte in cui appunto – non consentiva, per il deposito degli atti ai fini della costituzione in giudizio innanzi alle commissioni tributarie, l’utilizzo del servizio postale (C. cost. n. 520/2002).

  4. Dacché, avendo la pronuncia investito (e il legislatore riformulato) il solo art. 22, cc. 1 e 2, del ridetto D.lgs. n. 546/1992, è derivata una evidente disarmonia sistematica, in quanto, attualmente, in base al testo normativo, la costituzione del ricorrente (e dell’appellante principale) può avvenire a mezzo posta, mentre la costituzione della parte intimata (appellante incidentale), ai sensi degli artt. 54 e 23, dovrebbe avvenire solo col materiale deposito degli atti all’uopo necessari.

  5. Una simile disarmonia non si giustifica razionalmente, posto che non v’è ragione per affermare che adempimenti analoghi debbano avvenire con modalità differenti; e poste che vale anche per la parte resistente (o appellata) la ratio che indurrebbe a prevenire una analoga eccezione di incostituzionalità, traente base (artt. 3 e 24 Cost.) dalla considerazione che è irrazionale assoggettare il deposito di un ricorso – e degli atti relativi ai fini della costituzione delle parti – a un’unica modalità, consistente nella presentazione personale brevi manu, essendo il processo tributario ispirato al modello della semplificazione delle attività processuali (così C. cost. n. 520/2002) ed essendo l’uso dei mezzi di trasmissione ampiamente ammesso nel sistema dei processi civili e amministrativi proprio per la costituzione in giudizio e il deposito di atti e documenti (v. gli artt. 9 e 18 del d.p.r. n. 123/2001 sulla disciplina dell’uso degli strumenti informatici e telematici nel processo civile, amministrativo e contabile; v. soprattutto…

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