Il contributo unificato è di competenza del giudice tributario

di Francesco Buetto

Pubblicato il 27 aprile 2012

le controversie riguardanti un errato, omesso o carente versamento del contributo unificato, sono di competenza delle Commissioni tributarie; presentiamo un riepilogo delle regole di applicazione del contributo unificato per evitare di incorrere in contestazioni

Il contributo unificato per le spese di giustizia costituisce una entrata di tipo tributario e, quindi, spetta alle commissioni tributarie decidere in ordine alla relativa impugnazione.

E’ questo, in estrema sintesi, il principio espresso dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione nella pronuncia n. 5994 del 17 aprile 2012.

La Corte ribalta, infatti, la sentenza del Tribunale ordinario che si era dichiarato competente di fronte ad un’opposizione avanzata da un contribuente avverso una cartella di pagamento notificata per contributi unificati e oneri accessori, in ordine ad un pregresso giudizio incardinato dinanzi al Giudice di pace.

La pronuncia della Corte ci consente, altresì, di ricapitolare brevemente le regole sul contributo unificato, peraltro spiegate dalla circolare n. 1/DF del 21 settembre 2011, del Ministero dell’economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze.

 

La norma

Il comma 6, dell’art. 37, del decreto legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha introdotto nel processo tributario il contributo unificato, modificando, quindi, il Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia (TUSG), approvato con D.P.R. del 30 maggio 2002 n. 115, al fine di consentirne l’applicazione ai ricorsi e agli altri atti del processo tributario (ulteriori modifiche sono state introdotte dal decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito dalla legge 14 settembre 2011, n. 148).

Il nuovo art. 9 del TUSG ha previsto che il contributo unificato è dovuto per ciascun grado di giudizio del processo tributario, commisurato al valore della controversia, facendo venir meno l’imposta di bollo sugli atti e provvedimenti soggetti al contributo unificato del processo tributario.

Il contributo unificato si applica ai ricorsi notificati, ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546, a decorrere dal 7 luglio 2011.

 

Ambito di applicazione

Il contributo unificato, nel processo tributario, si applica, ai “ricorsi notificati” ai sensi del D.Lgs. n. 546/1992 alla data del 7 luglio 2011.

Per “ricorsi notificati” devono intendersi tutti gli atti introduttivi di nuovi giudizi di primo grado, di appello e di esecuzione.

Per “processo” si intende, ai sensi della lettera o dell’articolo 3 del TUSG, “qualunque procedimento contenzioso o non contenzioso di natura giurisdizionale”.

Ne consegue, pertanto, che risultano soggetti al contributo unificato gli atti ed i provvedimenti relativi ai giudizi in corso od ai ricorsi introduttivi di nuovi giudizi che siano stati notificati a decorrere dalla data del 7 luglio 2011, indipendentemente dalla data del deposito presso le Segreterie delle Commissioni tributarie provinciali e regionali ovvero dalla data di richiesta di iscrizione a ruolo.

 

Presupposto oggettivo

Sono soggetti al contributo unificato gli atti e provvedimenti del processo tributario non soggetti all’imposta di bollo.

Gli atti e provvedimenti del processo tributario sono “… tutti gli atti processuali, inclusi quelli antecedenti, necessari o funzionali” al procedimento giurisdizionale tributario.

Nel processo tributario sono “atti processuali” quelli che introducono un nuovo giudizio di primo grado o di impugnazione innanzi alle Commissioni provinciali o regionali (ricorso, appello, riassunzione) e quelli che introducono nuove e autonome domande nell’ambito del processo già in corso (motivi aggiunti nei confronti di nuovi atti o provvedimenti depositati in giudizio, appello incidentale).

Possono configurarsi come:

-“antecedenti” gli atti che oltre ad essere caratterizzati da una precedenza cronologica rispetto alla fase giurisdizionale, sono connessi a quest’ultima in termini di funzionalità o di necessarietà;

-“necessari” quegli atti che costituiscono i presupposti indispensabili all’instaurazione del procedimento giurisdizionale;

-“funzionali” quegli atti e provvedimenti che sono teologicamente collegati alla fase giurisdizionale senza tuttavia costituirne un presupposto di procedibilità.

 

Atti e provvedimenti soggetti al Contributo unificato

E’ dovuto il contributo unificato per i ricorsi principale e incidentale proposti innanzi alle Commissioni tributarie.

Sulla base dei principi contenuti negli articoli 13 e 18 del TUSG, il contributo unificato è dovuto per i seguenti atti e provvedimenti:

a) ricorso e appello principale avverso la sentenza di cui agli artt. 18 e 53 del D.Lgs. n. 546/1992;

b) appello incidentale di cui all’art. 54, c. 2, del D.Lgs. n. 546/1992;

c) riassunzione della causa a seguito di rinvio da parte della Corte di cassazione alla Commissione tributaria provinciale o regionale, di cui all’art. 63, c. 2, del D.Lgs. n. 546/92;

d) istanza di revocazione ex art. 395, c.p.c., di cui all’art. 64 del D.Lgs. n. 546/1992;

e) opposizione di terzo ex art. 404 c.p.c.;

f) ricorso in ottemperanza di cui all’art. 70 del D.Lgs. n. 546/92;

g) motivi aggiunti di cui all’art. 24, c. 4, del D.Lgs. n. 546/1992, nei casi in cui configurino la proposizione di un nuovo ricorso avverso atti non indicati in quello introduttivo e depositati in corso di giudizio;

h) reclamo con o senza proposta di mediazione di cui al comma 1 dell’articolo 17-bis, aggiunto al D.Lgs. n. 546/1992 dall’art. 39, c. 9, del decreto legge n. 98/2011, nelle controversie di valore non superiore a ventimila euro, al momento del deposito nella Segreteria della Commissione tributaria provinciale, decorso il termine di 90 giorni previsto dal citato comma 9 o il termine più breve nel caso di rigetto o di accoglimento parziale del reclamo stesso;

i) riassunzione della causa innanzi alla Commissione tributaria provinciale a seguito di decisione da parte della Corte di Cassazione sulla giurisdizione;

l) atti di intervento di cui all’articolo 14, comma 3, del D.Lgs. n. 546/92;

m) istanza di iscrizione di ipoteca e sequestro conservativo di cui all’art. 22 del D.Lgs. n. 472/1997;

n) reclamo di cui agli artt. 28 e 45 del D.Lgs. n. 546/1992, rispettivamente, contro i provvedimenti presidenziali e contro il decreto presidenziale.

 

Atti e provvedimenti non soggetti al Contributo unificato

Il contributo unificato non è, invece, dovuto per i seguenti atti e provvedimenti:

a) istanza di sospensione di cui all’art. 47 del D.Lgs. n. 546/92, anche nel caso in cui la stessa sia proposta con atto separato, sia antecedente che successivo alla proposizione del ricorso principale;

b) istanza di sospensione della sentenza di primo grado limitatamente alle sanzioni e quella proposta in pendenza del giudizio per c