Il conferimento d’azienda: aspetti operativi e contabili

SOMMARIO

Il conferimento di beni in natura se effettuato nei confronti di una società di capitali (S.p.A., S.a.p.A. o S.r.l.) deve rispettare le condizioni poste dall’art. 2343 e 2465 del codice civile, che sia pure con sfumature diverse impongono al conferente di accompagnare il conferimento di beni in natura disgiunti o congiunti, con una relazione di stima di un esperto che descriva il bene conferito, ne indichi il valore ed i criteri di valutazione seguiti, con l’attestazione che il valore è almeno pari all’importo utilizzato ai fini del capitale sottoscritto.

Le difficoltà inerenti alla valutazione di un’azienda oggetto di cessione, in sede di conferimento, si replicano pedissequamente, posto che l’unica differenza sostanziale tra cessione e conferimento d’azienda è costituita dal mezzo di scambio, che nella cessione è una somma di denaro e nel conferimento è un pacchetto di azioni o quote di una società.

Aspetti generali

Il conferimento d’azienda è un’operazione straordinaria in cui a fronte del trasferimento di un complesso di beni organizzato dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa (questa è la
definizione d’azienda che rinveniamo all’art. 2555 del codice civile) si ottengono azioni o quote della società conferitaria. Anche nel conferimento d’azienda, al pari della cessione, ritroviamo quelle norme che concepiscono il passaggio del complesso di beni organizzato come una operazione senza soluzione di continuità. Bisogna però sottolineare, che la legislazione fiscale riguardante le imposte sui redditi (art. 176 del TUIR) delinea il conferimento come operazione riorganizzativa (al pari di fusione e scissione) e non operazione realizzativa qual è la cessione d’azienda.

Che sia così lo si desume dal testo di legge che così si esprime: i conferimenti di aziende effettuati tra soggetti residenti nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese commerciali non costituiscono realizzo di plusvalenze né di minusvalenze. Tuttavia il conferente deve assumere quale valore delle partecipazioni ricevute, l’ultimo valore fiscalmente riconosciuto dell’azienda conferita e il soggetto conferitario subentra nella posizione del conferente in ordine agli elementi dell’attivo e del passivo dell’azienda stessa, facendo risultare da apposito prospetto di riconciliazione della dichiarazione dei redditi i dati esposti in bilancio e i valori fiscalmente riconosciuti.
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vedi anche: CONFERIMENTO DI PARTECIPAZIONI sdoganato completamente dall’Agenzia?

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