Ammortizzatori sociali 2021: sintesi dall’INPS

di Antonella Madia

Pubblicato il 2 marzo 2021



L’Istituto Previdenziale passa in rassegna tutte le novità contenute nella Legge di Bilancio 2021 relativamente alla corresponsione di trattamenti di integrazione salariale legati all’emergenza Covid-19, tenendo conto anche di tutte le disposizioni precedenti, allo scopo di fornire un quadro d’insieme chiaro e aggiornato su tutti gli strumenti validi e utili ai datori di lavoro per fronteggiare la crisi economica e occupazionale.

Ammortizzatori sociali 2021: premessa

ammortizzatori sociali 2021La Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178 del 30 dicembre 2020), reca diverse novità in in tema di ammortizzatori sociali 2021, in considerazione dell'emergenza Covid-19.

Tra queste, molte riguardando i trattamenti di integrazione salariale che sono stati via via messi in campo per tutelare il lavoro nel perdurare dell'emergenza sanitaria.

Allo scopo di rendere chiaro il quadro normativo configuratosi a seguito della Legge di Bilancio 2021, l'INPS cerca di fornire di chiarimenti e di fare ordine tra le disposizioni in materia di ammortizzatori sociali valide nell'anno in corso.

Riprendiamo così la questione, segnalando le più importanti novità e i principali istituti di integrazione salariale vigenti per l’anno in corso alla luce della L. n. 178/2020.

 

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Trattamenti con causale Covid-19: le modifiche apportate con la Legge di Bilancio

I commi da 299 a 305 della Legge di Bilancio intervengono in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro connessi all'emergenza Covid-19 introducendo ulteriori periodi di trattamento di cassa integrazione, sia con riferimento alla cassa ordinaria che a quella in deroga, che all'assegno ordinario.

Tale ulteriore periodo può essere richiesto da tutti i datori di lavoro che hanno dovuto interrompere o ridurre l'attività produttiva per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica in corso, a prescindere dall'utilizzo degli ammortizzatori sociali alla data del 31 dicembre 2020.

Con il comma 300 si prevede che i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all'emergenza sanitaria possono chiedere la concessione di trattamenti di integrazione salariale per i periodi decorrenti dal 1° gennaio 2021 e fino al 31 marzo 2021 e per una durata massima di 12 settimane.

Come specificato dall'INPS, l'impianto normativo introduce un'importante novità riguardo al