Sulla registrazione delle fatture di dicembre 2020 spedite a gennaio nelle contabilità semplificate con opzione

di Danilo Sciuto

Pubblicato il 25 febbraio 2021



Torniamo su un argomento che ha suscitato molto interesse e che abbiamo affrontato nella "risposta al volo" del giorno 18/2/2021: la registrazione delle fatture di dicembre 2020 trasmesse in gennaio 2021. Facciamo chiarezza per confermare alcuni punti oggetto di richieste di chiarimenti da parte di alcuni lettori.

Registrazione fatture (attive) di dicembre 2020 e spedite in gennaio 2021

Il caso delle contabilità semplificate con opzione Art. 18 comma 5 del DPR 600/1973

La rubrica delle “risposte al volo” riscuote fin dall’inizio grande successo; ma la risposta redatta dal sottoscritto e pubblicata giorno 18 febbraio 2021 su questo portale ha decisamente attirato l’attenzione di numerosi addetti ai lavori.

Colgo dunque con piacere l’occasione per confermare quanto scritto, rispondendo a chi si è trovato in disaccordo.

 

Riepiloghiamo il caso...

Registrazione fatture con opzione comma 5Un’impresa in semplificata che ai fini Irpef fruisce del regime “della registrazione” (ossia registrato=pagato/incassato), di cui all’articolo 18 comma 5 del Dpr 600/73 redige una fattura attiva, datandola 29/12/2020, ed inviandola allo SdI in data 7/1/2021.

 

Le domande erano due:

  • In che periodo va imputata la relativa iva a debito? A dicembre o a gennaio?
     
  • A quale esercizio appartiene il relativo ricavo? 2020 o 2021?

 

La risposta al primo quesito, abbastanza scontata e sulla quale non ci possono essere opinioni contrarie, è che ai fini iva, l’imposta va considerata nel mese di dicembre.

Ciò in quanto rileva esclusivamente la data della fattura, che come è noto indicata la data di effettuazione dell’operazione, evento dal quale scaturisce il presupposto impositivo e quindi il debito.

Il termine entro il quale essa può essere emessa (ossia 12 giorni se immediata, o entro il 15 del mese successivo se differita) non ha alcuna rilevanza a tali fini.

Vale dunque la data di riferimento indicata nella fattura, ossia 29/12/2020.

Tutto un altro discorso vale, invece, ai fini Irpef, nel caso, come detto, che l’emittente abbia optato per l’art. 18 comma 5 suddetto.

 

Per rispondere alla seconda domanda, dunque, occorre astrarre completamente dagli aspetti iva (altrimenti è del tutto inutile proseguire a leggere il seguito del presente commento), posto che la regola indicata nell’articolo appena citato stabilisce che il ricavo concorrerà alla formazione del reddito dell’anno in cui la fattura viene registrata (a prescindere dunque da ogni altro aspetto, quale potrebbe essere quello della competenza o dell’incasso effettivo).

Testualmente, l’ultima parte del comma 5 dice:

“si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento.”

 

Il fulcro della problematica è dunque: da quale momento posso registrare una fattura emessa?

La risposta mi sembra evidente: la fattura può essere registrata dal momento in cui essa viene ad esistenza.

Risulta impossibile, infatti, ipotizzare che una fattura venga registrata prima che essa “nasca”.

 

E dunque, in che momento la fattura viene ad esistenza?

La risposta è altrettanto semplice: la fattura nasce nel momento in cui essa viene emessa; d’altronde è nota a tutti la norma che stabilisce che la fattura si considera emessa all’atto della “consegna o spedizione”.

A supporto delle numerose argomentazioni a supporto di questa tesi, troviamo anche la semplice constatazione della ratio della stessa norma sanzionatoria, che punisce come “omessa fatturazione” il documento non inviato allo SdI, ancorchè redatto.

E’ pertanto da non condividere la tesi che ritiene corretta la registrazione sin dal momento della “formazione” della fattura (nel caso in specie, il 29/12), a prescindere dalla trasmissione allo SdI, e ciò semplicemente perché, al di là di una connotazione dolcemente romantica di questa tesi, in nessuna norma si rinviene alcun riferimento ad una presunta “formazione progressiva della fattura”.

In subordine, non si comprende poi con quale criterio empirico poter stabilire la data di “creazione” di una fattura, che solo presuntivamente può essere indicata nella sua data, posto che un contribuente potrebbe benissimo elaborare (e quindi creare) il documento datato 29/12/20 in data 14/1/20, e spedirlo allo sdi in quella stessa data.

La tesi, dunque, oltre che atecnica, è anche di scarsa applicazione pratica.

Si conferma, dunque, quanto già esposto nella “risposta al volo”, ossia che, considerato che la fattura è stata emessa (spedita) a gennaio, la registrazione non potrà che avvenire nel 2021, sicchè tale ricavo sarà imputabile solo in tale anno, e quindi dichiarato in Redditi22.

 

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A cura di Danilo Sciuto

Giovedì 25 febbraio 2021