Decontribuzione Sud: requisiti e accesso allo sgravio

Con il Decreto Agosto viene introdotta una specifica misura per aiutare le aree più svantaggiate del Paese a mantenere l’occupazione. È infatti previsto lo sgravio del 30% dei contributi dovuti (senza un importo massimo già stabilito), fatta eccezione per i premi e contributi dovuti all’INAIL. Tale sgravio è valido da ottobre a dicembre 2020 e vi potranno accedere i datori di lavoro con sedi nelle regioni del Mezzogiorno.

Decontribuzione Sud: premessa

Decontribuzione SudAllo scopo di contenere gli effetti generati da parte dell’epidemia di Covid-19 (e anche allo scopo di mantenere una stabilità dei livelli occupazionali soprattutto nelle aree più vulnerabili del Paese), il Governo con il Decreto Agosto (D.L. n. 104/2020) ha inserito alcuni specifici contributi per il Mezzogiorno d’Italia, e in particolare uno strumento di decontribuzione per le aree svantaggiate del paese, denominato Decontribuzione Sud.

L’articolo 27 del Decreto Agosto ha infatti stabilito “un esonero dal versamento dei contributi pari al 30 per cento dei complessivi contributi previdenziali dovuti”, con esclusione dei premi e dei contributi spettanti all’INAIL.

L’esonero è valevole per il periodo contributivo che va dal 1° ottobre 2020 al 31 dicembre 2020, previa però autorizzazione della Commissione Europea (essa è stata in effetti già effettuata in data 7 ottobre 2020, in quanto l’organo europeo ha comunicato l’approvazione di tale regime ritenendo la misura conforme alle normative dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato).

Da un punto di vista operativo, a seguito della conversione del Decreto Agosto, è intervenuto anche l’INPS, con la Circolare n. 122 del 22 ottobre 2020, che reca le istruzioni operative per l’accesso a tale agevolazione contributiva.

 

Soggetti interessati e per quali aree

Possono accedere a tale beneficio i datori di lavoro privati, anche non imprenditori, ad esclusione dei datori di lavoro:

  • del settore agricolo;
  • che stipulano contratti di lavoro domestico.

I datori di lavoro per i quali è ammesso lo sgravio, possono però accedere al beneficio solamente con riferimento ai rapporti di lavoro dipendente la cui sede di lavoro è situata in regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media EU27, o comunque compreso tra il 75% e il 90% e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale.

Sull’esonero contributivo nel settore agricolo puoi leggere anche: “Agricoltura: esonero contributivo per nuove iscrizioni”

 

Rientrano quindi nelle Regioni interessate a tale misura:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

Quanto detto riguardo alle sedi per le quali è possibile attivare lo sgravio comporta un’ulteriore riflessione.

Infatti, qualora il datore di lavoro abbia una sede legale in una Regione diversa da quelle per le quali ha richiesto lo sgravio, la struttura INPS competente, a seguito di richiesta da parte del datore di lavoro, e dopo i dovuti controlli, inserirà nelle caratteristiche contributive della matricola aziendale il codice di autorizzazione “0L”, ossia “datore di lavoro che effettua l’accentramento contributivo con unità operativa nei territori del Mezzogiorno”.

Le strutture territoriali perciò, dopo aver consultato le comunicazioni obbligatorie, e dopo aver quindi verificato che la prestazione lavorativa si svolge in una sede di lavoro situata all’interno delle Regioni elencate, potranno attribuire il codice di autorizzazione “0L” a partire dal 1° ottobre 2020 e con validità fino al 31 dicembre 2020.

 

Le caratteristiche dell’esonero

L’esonero è pari al 30% della contribuzione previdenziale a carico del datore di lavoro, ad esclusione di tutti quei premi e contributi che sono dovuti invece ad INAIL.

La norma in trattazione però non prevede un limite massimo di importo dell’esonero, quindi lo sgravio troverà applicazione sul 30% della contribuzione datoriale, senza però individuare un tetto massimo di contribuzione mensile, come invece previsto dalla maggior parte delle normative in materia di sgravi contributivi.

Abbiamo già detto che l’importo dello sgravio non può comprendere i contributi dovuti all’INAIL, ma ad ogni buon conto è bene sottolineare che non sono comunque oggetto di sgravio altre specifiche contribuzioni, che vengono richiamate dalla Circolare n. 122…

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