Divieto di licenziamento dopo il DL Rilancio: i lavoratori hanno diritto alla NASpI

Il Decreto Rilancio è intervenuto prorogando il divieto dei licenziamenti collettivi e per giustificato motivo oggettivo per 5 mesi, fino alla data del 17 agosto 2020. Esaminiamo la nuova normativa in materia di licenziamento oggettivo.
Quali sono le tipologie di licenziamenti esclusi dalle limitazioni? Cosa succede se il licenziamento viene irrogato durante il periodo di divieto?

divieto licenziamento dl rilancioDL Rilancio e divieto di licenziamento: premessa generale

Come noto il “Decreto Rilancio” (art. 80 del Decreto Legge n. 34/2020) ha prorogato il divieto dei licenziamenti collettivi e per giustificato motivo oggettivo per un totale di 5 mesi ovvero fino alla data del 17 agosto 2020 (in precedenza l’art. 46 del decreto Cura Italia (Decreto legge 17.03.2020, n. 18 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 17.03.2020, n. 70) aveva stabilito il divieto a far data dal 17 marzo 2020 e fino al 16 maggio 2020).

 

Licenziamenti e DL Rilancio: il punto della situazione

La nuova normativa in materia di licenziamento oggettivo di cui al Decreto Legge n. 18-2020 e del Decreto Legge n. 34-2020 stabilisce in buona sostanza quanto segue:

 

Licenziamenti collettivi di cui alla Legge n. 223-1991

A far data dal 17 marzo 2020 e fino al 17 agosto 2020 è preclusa la procedura in oggetto e, in buona sostanza:

se un datore di lavoro volesse aprire una procedura per cessazione di attività deve lasciar trascorrere i i tempi dettati dalla normativa di cui al Decreto rilancio (occorre chiarire che restano invece valide le procedure collettive avviate prima della data in vigore del decreto Cura Italia)”.


NOTA

La Legge n. 223/1991 permette alle imprese, interessate da una riduzione o trasformazione di attività, di aprire tale procedura se intendono effettuare almeno 5 licenziamenti nell’arco di 120 giorni, in ciascuna unità produttiva o in più unità produttive nell’ambito del territorio della stessa provincia.

La procedura pertanto riguarda le imprese di cui alla Legge n. 223/1991 che al termine della Cassa integrazione straordinaria non riprendono l’attività lavorativa e procedono al licenziamento dei lavoratori.


Licenziamenti individuali

La normativa vieta il licenziamento individuale per giustificato motivo oggettivo (a prescindere dal numero dei dipendenti in forza), con decorrenza dal 17 marzo 2020 e fino al 17 agosto 2020.

 

I licenziamenti esclusi dalle nuove restrizioni di cui al Decreto Legge n. 18/2000

E’ utile fornire un elenco dei licenziamenti esclusi dalle restrizioni di cui al Decreto “Cura Italia”:

 

Licenziamenti per giusta causa

Tale tipologia di licenziamento non consente la prosecuzione, neanche provvisoria, del rapporto di lavoro.


Nota

La giusta causa è una condotta posta in essere dal dipendente talmente grave da non consentire la prosecuzione nemmeno provvisoria del rapporto durante il periodo di preavviso e pertanto il contratto si risolve immediatamente (sono i CCNL e i codici disciplinari ad individuare i casi che giustificano questo tipo di licenziamento).


Licenziamenti per giustificato motivo soggettivo

Ttrattasi di licenziamenti di natura disciplinare che comportano il rispetto della procedura di contestazione e di difesa di cui all’art. 7 della legge n. 300/1970 ovvero delle norme contenute nel CCNL di riferimento.

(Per approfondire…“Licenziamento per GMO durante l’emergenza: spetta la NASpI, ma attenzione agli obblighi”)


Nota

Nei licenziamenti per giustificato motivo tra la data di comunicazione del licenziamento e l’ultimo giorno di lavoro deve trascorrere un periodo di tempo definito dal contratto collettivo o dalla legge “periodo di preavviso”, tale da consentire al dipendente di percepire comunque la retribuzione e nel frattempo cercarsi un’altra occupazione.


Risoluzione del rapporto di apprendistato

Al termine del periodo formativo il datore di lavoro può recedere dal rapporto di lavoro in quanto non risulta applicabile “il giustificato motivo oggettivo”.

 

Licenziamenti per la fruizione del pensionamento per la “quota 100”

Riguarda i soggetti che usufruiscono di tale agevolazione previdenziale.

 

Licenziamenti dovuti al superamento del periodo di comporto

Per periodo di comporto si intende il periodo di tempo durante il quale un lavoratore, assente per malattia o infortunio, conserva il proprio diritto al…

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