L’esimente della forza maggiore: tra versamenti tributari ed emergenza Covid 19

di Valeria Nicoletti

Pubblicato il 22 giugno 2020



La crisi economica e sanitaria di questi mesi avrà pesanti ripercussioni sulle imprese, destinate a riverberarsi anche nei prossimi mesi.
Potrà il contribuente che non riuscirà ad adempiere prontamente al versamento delle imposte invocare l’esimente della forza maggiore?

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Emergenza da Covid 19:  forza maggiore invocabile o no in caso di omesso versamento?

Emergenza da Covid 19: misure di contenimento e provvedimenti normativi

L’emergenza sanitaria mondiale di questi mesi è destinata, purtroppo, ad avere ripercussioni pesanti nei prossimi mesi.

Se pur si è avuto modo di osservare la capacità di alcuni imprenditori di “reinventarsi”, è innegabile che la chiusura forzata delle attività produttive avrà effetti destinati a durare nel tempo.

La riapertura non è stata una ripresa “dal punto in cui eravamo”: molte aziende hanno comunque dovuto sostenere alcuni costi fissi di gestione durante la chiusura, a cui si sono aggiunti i costi di adeguamento alle nuove norme sanitarie, vedendo diminuire le vendite e ridurre le possibilità di riscuotere i propri crediti.

Negli scorsi mesi l’esecutivo è intervenuto con una serie di misure, a volte non tempestive, ma tese a procrastinare il versamento delle imposte in scadenza.

La situazione venutasi a creare rischia però di creare problemi di liquidità non solo a quelle aziende che già all’inizio della crisi avevano in essere debiti con il Fisco, magari oggetto di rateizzazione, ma anche a quei contribuenti da sempre in regola con i versamenti delle imposte.

In questo contesto occorre tener presente alcuni provvedimenti normativi recentemente emanati all’indomani delle emergenza e di altri da tempo presenti nell’ordinamento tributario, nello specifico:

  • a seguito della dichiarazione di emergenza internazionale di salute pubbli