Fatture emesse nei confronti delle associazioni riconosciute dal CONI: imposta di bollo

L’esenzione dall’imposta di bollo non può trovare applicazione con riferimento alle fatture rilasciate nei confronti di una associazione sportiva dilettantistica riconosciuta dal CONI.
Le fatture emesse nei confronti delle associazioni riconosciute dal CONI rientrano comunque nel campo applicativo dei documenti per cui si prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di 2 euro per ogni esemplare di documento.

Fatture emesse nei confronti delle associazioni riconosciute dal CONI: imposta di bollo Con la risposta a interpello n. 67, del 20 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha precisato la tassazione ai fini dell’imposta di bollo applicabile alle fatture emesse nei confronti delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI.

 

Fatture emesse nei confronti delle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute dal CONI: il caso

Nel caso in esame il soggetto che pone il quesito riferisce di essere una libera professionista inquadrata giuridicamente nel regime forfettario la cui attività esercitata ricomprende la conduzione di campagne marketing e altri servizi pubblicitari.

La stessa collabora in modo continuativo con una associazione nazionale riconosciuta dal CONI quale ente di promozione sportiva, la cui attività è di natura dilettantistica.

Tenuto conto che la legge di Bilancio del 2019 (Legge 30.12.2018 n. 145) con l’articolo 1, comma 646, ha esteso l’esenzione dall’imposta di bollo di cui beneficiavano le federazioni sportive e gli enti di promozione sportiva anche alle associazioni e società sportive dilettantistiche senza scopo di lucro, riconosciute dal CONI, la professionista istante chiede di conoscere se le fatture emesse nei confronti dell’associazione con cui collabora possano considerarsi esenti dall’imposta di bollo ex articolo 27-bis della Tabella, allegato B al DPR 26 ottobre 1972, n. 642.

Secondo la professionista istante vi sono i requisiti per non dover “apporre la marca da bollo sulle fatture (…..) emesse verso l’Associazione in quanto tali fatture sono da considerarsi documenti (…..) richiesti (.….) da Federazioni sportive ed Enti di promozione sportiva riconosciuti dal CONI come da modifica apportata dalla legge di Bilancio (art. 1, comma 646, ) e specifica Circolare 18/2018”.

 

Il regime agevolato delle associazioni sportive dilettantistiche

Gli enti non commerciali determinano il reddito in maniera forfetaria, applicando al totale dei ricavi conseguiti nell’esercizio delle attività commerciali un coefficiente di redditività variabile a seconda dell’attività svolta e dell’ammontare dei ricavi conseguiti.

Per le associazioni che invece scelgono il regime fiscale agevolato contenuto nella legge 16 dicembre 1991 n. 398 e s.m.i., è stato individuato un coefficiente ancora più favorevole.

Esse, infatti, determinano il reddito sempre in maniera forfetaria, ma applicando ai proventi di natura commerciale un coefficiente di redditività molto più basso (3 per cento).

Al reddito così determinato vanno aggiunte le plusvalenze patrimoniali.

Non si tiene conto, invece, delle indennità percepite per la formazione e l’addestramento nel caso del trasferimento di un atleta da una società sportiva dilettantistica ad una società professionistica.

I proventi commerciali conseguiti nello svolgimento di attività connesse agli scopi istituzionali e quelli derivanti dalla raccolta fondi non concorrono a formare il reddito imponibile fino ad un importo complessivo di 51.645,69 euro per periodo d’imposta e per un massimo di 2 eventi all’anno.

Per l’Irap il valore della produzione (che rappresenta la base imponibile su cui si determina l’imposta) è diverso a seconda che l’associazione svolga solo attività istituzionale o anche attività di natura commerciale.

Nel primo caso, è dato dalla somma di:

  • retribuzioni per lavoro dipendente e redditi a questi assimilati;
     
  • compensi per prestazione occasionale di lavoro autonomo, non esercitato abitualmente.

 

L’ente sportivo che ha sostenuto tali costi ha l’obbligo di compilare ed inviare la dichiarazione Irap ai soli fini dell’imposta.

Le associazioni che svolgono attività istituzionale e commerciale, che hanno scelto il regime fiscale agevolato, calcolano la base imponibile IRAP sommando al reddito ottenuto ai fini IRES (applicando cioè il coefficiente di redditività del 3 per cento sui proventi commerciali conseguiti) i seguenti costi non deducibili ai fini…

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