Agevolazioni prima casa: cause di decadenza e istanza di riliquidazione dell'imposta di registro

Nel caso di acquisto immobiliare per il quale il contribuente, in sede di prima registrazione dell’atto, abbia fruito dell’agevolazione prima casa, potrebbe essere utile per il contribuente stesso formulare l’istanza di riliquidazione dell’imposta di registro, inizialmente assolta, laddove si realizzino le condizioni per la decadenza dell’agevolazione.

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Nel caso di alienazione dell’immobile agevolato entro il decorso del termine quinquennale dalla data di acquisto, il contribuente può valutare di proporre un’istanza di riliquidazione dell’imposta di registro, entro un anno dal trasferimento, così da non incorrere nell’applicazione delle sanzioni dovute a seguito della rideterminazione dell’imposta.

Si tratta della particolare procedura prevista dalla Nota II-bis) all’art.1 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 131/ 1986, punto 4, nel caso di decadenza dei benefici dell’agevolazione “prima casa” laddove vi sia «trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque anni dalla data del loro acquisto…Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale».

 

Termini per la presentazione dell’istanza

 

Il contribuente che non intende, o ne sia impossibilitato, adempiere all’impegno di procedere all’acquisto di un nuovo immobile, deve a presentare una apposita istanza all’ufficio presso il quale risulta registrato l’atto di vendita dell’immobile acquistato con agevolazione “prima casa”.

In tale istanza dovrà dichiaranre espressamente la sua intenzione di non voler procedere all’acquisto di un nuovo immobile entro i dodici mesi e richiedendo la riliquidazione dell’imposta assolta in sede di registrazione.

In questo caso, il contribuente dovrà versare la differenza tra l’imposta pagata e quella dovuta, oltre al pagamento degli interessi, ma non dovrà farsi carico delle sanzioni (Cfr. in questo senso la Risoluzione dell’Agenzia delle Entrate n.112/E del 27/12/2012).

Infatti, ove la cennata istanza venga proposta entro il termine di un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con benefici, non si applica la sanzione pari al 30% di cui al richiamato punto 4 dell’art.1 della Tariffa, parte prima, allegata al DPR n. 131/ 1986.

Entro tale termine, infatti, non può essere imputato al contribuente il mancato acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale, cui consegue la decadenza dell’agevolazione.

Successivamente alla presentazione dell’istanza, l’Ufficio finanziario procederà alla riliquidazione dell’imposta di registro relativa all’atto di compravendita ed alla notifica dell’avviso di liquidazione dell’imposta dovuta e degli interessi calcolati a decorrere dalla data di stipula dell’atto di acquisto dell’immobile oggetto di agevolazione, ma senza applicare la sanzione del 30%.

Viceversa, ove il contribuente lasci spirare il termine di una anno dalla alienazione dell’immobile senza formulare l’istanza di riliquidazione dell’imposta assolta in sede di registrazione, il contribuente stesso può sempre avvalersi dell’istituto del ravvedimento di cui all’art.13 del D.Lgs  472 /1997.

 

CLICCA QUI per scaricare lo schema di Istanza di riqualificazione dell’imposta di registro

 

A cura di Giovanni Mocci

Martedì 11 febbraio 2020

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