Cumulo Conto Energia e Tremonti ambiente: le novità della Manovra Fiscale 2020

Chi ha fruito del III, IV e V Conto energia e della Tremonti-ambiente sugli impianti deve restituire l’agevolazione entro il 22 novembre 2018, prorogato al 31 dicembre 2019.
Il D.L. n. 124/2019 consente alle imprese di rinunciare ai giudizi versando l’intera imposta corrispondente al vantaggio fruito entro il 30 giugno 2020, senza sanzioni o interessi.
Chi non definisce potrà proseguire il contenzioso. Si prospetta, quindi, una precisa scelta alle imprese che hanno fruito della Tremonti ambiente cumulandola con gli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici relativamente al III, IV e V Conto energia.

Conto Energia e Tremonti AmbientaleCumulo Conto Energia e Tremonti ambiente: come interviene la manovra fiscale 2020

L’articolo 36 del decreto legge del 26 ottobre 2019 n. 124, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 252 del 26 ottobre 2019 ed entrato in vigore il 27 ottobre 2019, interviene sulla questione del cumulo Conto Energia e Tremonti ambiente, fissando il divieto di cumulo degli incentivi alla produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici riconosciuti dal III, IV e V Conto energia.

In particolare, esso, in tema di cumulo con la detassazione fiscale per investimenti ambientali prevista dalla Tremonti ambiente (articolo 6, commi da 13 a 19, della legge 388/2000), precisa che le imprese che hanno beneficiato di entrambi gli strumenti potranno mantenere il diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal Gestore dei servizi energetici, subordinatamente alla restituzione di una somma relativa ai benefici fiscali goduti ai sensi della Tremonti ambientale.

Le imprese che vorranno avvalersi di questa procedura dovranno presentare apposita comunicazione all’Agenzia delle entrate, sulla base di modalità stabilite da quest’ultima, indicando l’eventuale pendenza di giudizi aventi a oggetto il recupero delle agevolazioni non spettanti in virtù del divieto di cumulo e l’impegno a rinunciare agli stessi giudizi.[1]

 

Conto Energia e Tremonti ambiente: condizioni per la cumulabilità

 

Le imprese che hanno realizzato impianti fotovoltaici e hanno usufruito sia del contributo in conto energia concesso tramite dal Gestore Servizi Energetici (GSE) sia della detassazione per investimenti ambientali realizzati da piccole e medie imprese prevista dalla Tremonti ambientale, (art. 6, commi da 13 a 19, della l. n. 38/2000) devono controllare su quale conto energia hanno definito gli accordi.

Se rientrano nei cosiddetti “primo” e “secondo” conto energia, possono confermare il cumulo tra le due agevolazioni.

Negli altri casi (“terzo”, “quarto” e “quinto” conto energia), secondo l’articolo 36 del decreto legge del 26 ottobre 2019 n. 124 il cumulo non è invece possibile.

Pertanto, in tale ultimo caso, il mantenimento del diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti riconosciute dal Gestore dei Servizi Energetici alla produzione di energia elettrica è subordinato al pagamento dell’imposta non pagata a suo tempo.

La definizione si perfezionerà con il pagamento degli importi dovuti entro il 30 giugno 2020.

L’articolo 36 del dl n. 24/2019 statuisce che resta ferma la facoltà di agire in giudizio per coloro che non ritengono di avvalersi di questa nuova possibilità.

 

Limiti di applicabiltà del cumulo

 

Secondo il Gse i decreti ministeriali del III (Dn 6 agosto 2010), IV (Dm5 maggio 2011) e V Conto energia (Dm 5 luglio 2012), non prevedendo esplicitamente la cumulabilità con l’agevolazione fiscale in esame, di fatto ne sanciscono il divieto integrale di cumulo con le tariffe incentivanti.

L’articolo 9 del decreto 5 luglio 2012 ha stabilito che la previsione va intesa «nel senso che il limite di cumulabilità ivi previsto si applica anche alla detassazione per investimenti» nota come Tremonti-ambiente.

 

Conclusioni

 

La nuova procedura, di cui all’articolo 36 del Dl 124/2019, vuole consentire, alla luce dei numerosi contenziosi che si sono instaurati sia in ambito amministrativo[2] sia in ambito tributario, al contribuente di mantenere il diritto a beneficiare delle tariffe incentivanti versando una somma parametrata alla variazione in diminuzione effettuata in dichiarazione dei redditi.

Il contribuente potrà proseguire il contenzioso (con il rischio di perdere la tariffa incentivante) o restituzione integralmente entro il 30 giugno 2020 tutto il beneficio fiscale maturato, senza applicazione di sanzioni o interessi ma con rinuncia ai giudizi pendenti.

L’articolo 36 del D.L. 124/2019 non prevede un obbligo alla restituzione dell’agevolazione fiscale fruita, ma, più semplicemente, una…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it