Bonus bebè anche per il 2019: al via le domande

Il bonus bebè, nella versione approvata per l’anno 2019, permette di ottenere un assegno di natalità che va da 960 a 2.104 euro annui. In particolare, il D.L. n. 119/2018 ha previsto una specifica maggiorazione del 20% per i figli successivi al primo. Vediamo chi può accedere e come presentare domanda

Bonus bebè anche per il 2019: al via le domandeIl bonus bebè, nella versione approvata per l’anno 2019 permette di ottenere un assegno di natalità che va da 960 e fino a un importo massimo di 2104 euro annui. In particolare, il D.L. n. 119/2018 ha previsto una specifica maggiorazione del 20% per i figli successivi al primo. Vediamo chi può accedere e come presentare domanda.

Bonus bebè 2019: assegno di natalità nella L. n. 190/2014

Il bonus bebè, nella sua versione introdotta a partire dalla L. n. 190/2014, ha subito nel corso del tempo numerose modificazioni, le quali hanno portato a configurarsi un insieme di normative da dover rispettare, in base al periodo durante il quale è pervenuto l’evento della natalità per il quale si chiede di usufruire del bonus.

L’assegno di natalità nella sua versione originaria prevedeva che per ogni bambino nato tra il primo gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 fosse possibile ottenere un importo totale di 960 euro a titolo di assegno a sostegno della natalità, da corrispondere mensilmente e fino al terzo anno di vita del bambino, oppure fino al terzo anno dall’ingresso in famiglia del bambino adottato.

Esso comportava specifici requisiti sia in termini personali che familiari ed economici, con un particolare riguardo ai nuclei familiari con un ISEE ridotto, per i quali l’importo dell’assegno è addirittura raddoppiato.

L’assegno di natalità, nella sua versione inserita nella L. n. 190/2014, era valevole nel triennio 2015-2017, e veniva erogato per un periodo di 3 anni a favore dei nati/adottati nel periodo segnalato.

L’assegno per l’anno 2018 e 2019

A seguito di ciò, la Legge di Bilancio 2018, L. n. 205/2017, ha garantito che tale assegno fosse riconosciuto anche per i nati o adottati nel 2018, ma con una durata del beneficio ridotta rispetto al passato: l’assegno era infatti valevole per un solo anno.

Il quadro normativo comunque era destinato a complicarsi ulteriormente, con il D.L. n. 119/2018, il quale ha previsto che anche per il 2019 sarebbe stato possibile accedere al bonus natalità – anche se per un solo anno – per i bambini nati o entrati in famiglia tra il 1° gennaio 2019 e 31 dicembre 2019.

Tale decreto legge, convertito con modificazioni con la L. n. 136/2018 ha comunque previsto una differenza rispetto al passato, ovverosia una maggiorazione del 20% in caso di figlio successivo al primo. Vediamo meglio i vincoli da rispettare per l’accesso alla misura per l’anno in corso.

Bonus bebè 2019: caratteristiche

Andando più nel dettaglio alle caratteristiche del bonus natalità, esso si basa per l’anno 2019 sui presenti principi:

    • è corrisposto su domanda dell’interessato ed è a carico dell’INPS;
    • può essere erogato nei confronti di cittadini italiani, comunitari, ma anche nei confronti di cittadini extracomunitari se in possesso di permesso di soggiorno dell’Unione Europea per soggiornanti di lungo periodo ovvero di permesso di soggiorno per asilo politico;
    • il genitore richiedente deve essere residente in Italia e convivere con il minore per il quale si richiede l’assegno;
    • l’ISEE per minorenni non deve essere superiore alla soglia di 25.000 euro. Inoltre esso non deve superare i 7.000 euro annui al fine di godere dell’importo raddoppiato (di euro 1920 euro annuali anziché 960 euro).

La domanda deve essere presentata entro 90 giorni dal parto oppure dall’entrata del minore in famiglia, tenendo conto che in caso di presentazione tardiva della domanda la decorrenza della medesima avverrà a partire dalla data di presentazione della domanda stessa. I

Novità per il 2019: maggiorazione del 20% per più di un figlio in famiglia

La novità rispetto al passato riguarda il fatto che nel 2019 per ogni figlio nato o adottato, qualora tale bambino per cui si richiede il bonus sia successivo al primo figlio, verrà corrisposta una maggiorazione del 20% rispetto all’importo spettante.

La maggiorazione si applica tenendo conto della convivenza tra tali due soggetti. Se il genitore richiedente ha un secondo figlio, ed è convivente con quest’ultimo, sarà possibile godere in aggiunta della maggiorazione del 20% dell’importo dell’assegno

Nel caso di parto gemellare la circostanza necessita una maggiore attenzione con riferimento a tale maggiorazione: se il parto gemellare avvenuto nello stesso giorno del 2019 è un primo evento, ossia se il genitore richiedente in precedenza non ha avuto figli neanche adottivi, la maggiorazione va riconosciuta per ciascuno dei figli venuto alla luce successivamente al primo, in ordine di tempo.

Così, in caso di parto di due gemelli, la maggiorazione va riconosciuta solamente per il figlio nato dopo in ordine di tempo. Se invece non si tratta di un primo evento, oppure se il genitore richiedente in precedenza ha già avuto figli, anche adottivi, la maggiorazione spetta per tutti i gemelli.

Nel caso di una adozione plurima, ovvero di adozione di minorenni avvenuta nello stesso giorno del 2019, si segue lo stesso criterio del parto gemellare: la maggiorazione va riconosciuta per ogni adottato arrivato in famiglia successivamente al primo in ordine di tempo.

In caso di adozione plurima avvenuta nello stesso giorno del 2019, se non è un primo evento, l’assegno va riconosciuto per ogni adottato.

Bonus bebè 2019: la presentazione della domanda

Ai sensi di quanto chiarito da ultimo con la Circolare n. 85 del 7 giugno 2019, per l’accesso all’assegno di natalità è necessario presentare il modello ISEE minorenni, che si ricava presentando preliminarmente la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU): tale dichiarazione infatti consente all’Istituto di rilasciare l’attestazione contenente l’ISEE minorenni del bambino stabilendo di conseguenza la misura spettante per assegno di natalità.

Si ricorda che al fine di accedere all’assegno, non può essere utilizzata la Dichiarazione Sostitutiva Unica in corso di validità, la quale non annoveri il bambino nato o affidato alla famiglia: così, nonostante la DSU debba essere presentata una sola volta nel corso dell’anno, in caso di nascita o di affidamento di un minore, essa dovrà essere ripresentata.

Come detto, la domanda deve essere presentata da uno dei genitori entro 90 giorni dalla nascita oppure dalla data di ingresso in famiglia del minore: in tal caso la prestazione è riconosciuta a decorrere dal primo giorno di nascita o di ingresso nel nucleo familiare. Se invece la domanda viene presentata oltre il termine di 90 giorni l’assegno decorrerà dal mese di presentazione della domanda.

Modalità di invio della domanda

La domanda deve essere inoltrata in via telematica una sola volta per ciascun figlio nato o adottato o in affidamento preadottivo, avvalendosi del modello SR163, denominato “richiesta di pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito”, reperibile nella sezione “Tutti i moduli” del sito www.inps.it. Tale modulo potrà essere inviato:

  • avvalendosi della procedura, allegando il modello con l’apposita funzione “gestione allegati”;
  • trasmettendo il modello da una casella di posta elettronica certificata alla casella PEC della struttura INPS territorialmente competente;
  • trasmettendo il modello da una casella di posta ordinaria alla casella istituzionale della linea “Ammortizzatori sociali” della struttura INPS territorialmente competente, con allegata la copia del documento d’identità del richiedente in corso di validità;
  • consegnando a mano o spedendo in originale alla struttura INPS territorialmente competente con allegata la copia del documento d’identità del richiedente in corso di validità.

Il soggetto che intenda far valere la maggiorazione del 20%, dovrà dichiarare che il figlio per il quale richiede il beneficio maggiorato è successivo al primo, indicando anche le altre generalità dei precedenti figli.

Le domande sono a richiesta di parte e considerando i tempi tecnici necessari per l’attivazione del servizio, per i bambini nati/adottati tra il 1° gennaio e il 15 marzo 2019, la decorrenza del termine di 90 giorni comincerà a decorrere per tutti dal 15 marzo.

Bonus bebè 2019: l’ammontare del beneficio

In conseguenza di quanto detto finora, è possibile elencare quale sarà il beneficio annuo per ciascuna famiglia, per ogni figlio nato nell’anno 2019:

  • nel caso di valore ISEE minorenni non superiore a 25.000 euro anni, per ciascun bambino spetteranno 960 euro all’anno, frazionato in 12 mesi per 80 euro al mese; qualora sia possibile avvalersi della maggiorazione per figlio successivo al primo, l’importo complessivo annuale ammonta a 1.152 euro, ossia 96 euro mensili;
  • nel caso di ISEE minorenni non superiore a 7.000 euro annui, l’importo ammonta invece a 160 euro mensili al mese per un massimo di 12 mesi, per un totale di 1.920 euro annui. Anche in tal caso, qualora sia possibile avvalersi della maggiorazione del 20%, tale valore aumenta a 2.104 euro annui, vale a dire 192 euro al mese.

Antonella Madia

15 giugno 2019

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