I rapporti fra chiusura liti pendenti e rottamazione delle cartelle

definizione agevolata delle liti pendentiL’art.6, del D.L.119/2018, convertito con modificazioni nella Legge 136/2018, consente la definizione delle liti pendenti, dietro presentazione di apposita istanza e pagamento di un importo variabile legato al valore della controversia, determinato a norma dell’art.12, comma 2, del D.Lgs. 546/1992, e allo stato del contenzioso, al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato.

La definizione può avvenire:

  • con il pagamento di una somma pari al valore della controversia qualora, alla data del 24 ottobre 2018, il ricorso in primo grado sia stato notificato all’Agenzia delle entrate, ma non ancora depositato o trasmesso alla segreteria della Commissione tributaria provinciale, oppure il contribuente sia rimasto soccombente nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata e non ancora definitiva alla medesima data;
  • con il pagamento del novanta per cento del valore della controversia, in caso di ricorso pendente in primo grado per il quale il contribuente si sia costituito in giudizio alla data del 24 ottobre 2018, ma non abbia ancora ottenuto, alla stessa data, una decisione giurisdizionale non cautelare;
  • con il pagamento di un importo percentuale del valore della controversia diversificato in relazione allo stato del giudizio, nelle ipotesi in cui l’Agenzia delle entrate sia risultata soccombente nell’ultima o unica pronuncia giurisdizionale non cautelare depositata al 24 ottobre 2018 ( le controversie possono essere definite con il pagamento: a) del 40 per cento del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di primo grado; b) del 15 per cento del valore della controversia in caso di soccombenza nella pronuncia di secondo grado);
  • con il pagamento del cinque per cento del valore della controversia, nel caso in cui la stessa sia pendente innanzi alla Corte di cassazione alla data del 19 dicembre 2018 e l’Agenzia delle entrate sia risultata integralmente soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio.

Il calcolo dell’importo lordo dovuto

Per il calcolo dell’“importo lordo dovuto” vanno scomputate le somme di spettanza dell’ente impositore già versate in pendenza di giudizio, per effetto della riscossione frazionata ex articolo 68 del D.Lgs. n. 546 del 1992, oppure a seguito di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione, così come peraltro affermato nella Relazione contenuta nell’Atto del Senato n. 886.

I rapporti con la rottamazione

Ai sensi del comma 7, dell’art. 6 citato, nel caso in cui le somme interessate dalle controversie definibili siano oggetto di definizione agevolata dei carichi affidati all’Agente della riscossione [1], il perfezionamento della definizione della lite è subordinato al versamento – entro il 7 dicembre 2018 – delle residue somme dovute ai sensi dell’art.1, commi 6 e 8, lettera b), numero 2), del D.L.n.148 del 2017, conv. con modif. in L.n.172 del 4 dicembre 2017, in scadenza nei mesi di luglio, settembre e ottobre 2018, come previsto dal comma 21 dell’art.3.

La circolare n.6/E/2019 precisa che “inoltre, in tal caso i restanti importi dovuti per la definizione dei carichi di cui al citato articolo 1 del DL n. 148 del 2017 resteranno dovuti nell’ambito della definizione liti e il pagamento degli importi dovuti a seguito di adesione a tale ultima definizione prevale sulla “rottamazione” di eventuali ruoli da contenzioso definibili ai sensi dell’articolo 3 del DL n. 119 del 2018”.

In assenza di tale versamento entro il termine sopra indicato, l’istanza di definizione della lite non può essere accolta.

Sul punto, la stessa circolare n.6/E/2019 – al paragrafo 6 – fornisce precise indicazioni che è che bene essere evidenziate.

In particolare, viene affermato che in queste ipotesi le residue somme da versare per la definizione agevolata del carico non saranno più dovute, restando assorbite dagli importi dovuti nell’ambito…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it