Contribuente ignorato, cartella nulla

La cartella di pagamento è nulla se l’amministrazione non tiene conto delle giustificazioni del contribuente e della richiesta di disapplicazione degli studi di settore. Infatti è il contraddittorio che deve considerarsi alla base dell’accertamento standardizzato e da cui possono emergere degli elementi validi ai fini probatori. E’ quanto sostiene la Cassazione in una recente sentenza con la quale affronta il tema concernente l’accertamento basato sui parametri o studi di settore e l’osservanza del principio del contraddittorio

Contribuente ignorato, cartella nullaLa cartella di pagamento è nulla se l’amministrazione non tiene conto delle giustificazioni del contribuente e della richiesta di disapplicazione degli studi di settore.

Infatti è il contraddittorio che deve considerarsi alla base dell’accertamento standardizzato e da cui possono emergere degli elementi validi ai fini probatori (Cass. n. 3762/2019).

La recente decisione affronta il tema concernente l’accertamento basato sui parametri o studi di settore e l’osservanza del principio del contraddittorio.

Il tema del contraddittorio endoprocedimentale è senza dubbio oggetto di dibattito sia dottrinale che della giurisprudenza e, nonostante i casi affrontati siano di diversa natura,  non si è pervenuti da una risoluzione definitiva della questione. Sarebbe auspicabile una rivisitazione della normativa da parte del legislatore, anche in ottemperanza del riconoscimento del principio del contraddittorio da parte della Corte di Giustizia Europea.

Contraddittorio

Il principio generale del contraddittorio endoprocedimentale, ovvero il confronto tra Amministrazione e contribuente, implica che il soggetto destinatario degli effetti di un atto possa essere ascoltato prima dell’adozione che lo stesso sia posto in essere. Il diritto al contraddittorio è collegato in modo diretto al diritto di difesa del Cost., e va riconosciuto come espressione riconducibile all’ordinamento nazionale e comunitario (Cass. sent. n. 18184/2013). Tale principio trova la propria fonte normativa sia nella legge sul procedimento amministrativo n. 241/1990 ma anche negli artt. 6, co. 5 e 12, co 7, Legge n. 212/1990.

L’emissione dell’accertamento standardizzato mediante parametri o studi di settore e la conseguente applicazione del principio del contraddittorio con il contribuente, nel rispetto dell’art. 12, comma 7 della Legge n. 212/2000 (Statuto del contribuente), il quale stabilisce che l’avviso di accertamento non può essere emanato prima della scadenza del termine di 60 giorni, termine entro cui il contribuente può comunicare le proprie osservazioni e richieste nonché produrre documentazione idonea a tutelare la propria posizione.

Tale disposizione costituisce concreta attuazione dei principi di collaborazione e buona fede legati alla diretta applicazione di principi costituzionali (buon andamento e imparzialità) e di quelli comunitari (Corte di Giustizia, causa C-276/12 e C-349/07).

L’art. 37-bis del Dpr n. 600/1973 stabilisce che l’ufficio finanziario è tenuto ad emanare, a pena di nullità, l’avviso di accertamento, previa richiesta al contribuente anche per lettera raccomandata, di chiarimenti da inoltrare per iscritto entro 60 giorni dalla data di ricezione della richiesta.

Tale disposizione costituisce concreta attuazione dei principi di collaborazione e procedimentale delle fattispecie abusive al pari dell’art. 12, comma 7, ed entrambe devono essere interpretate unitariamente secondo l’interpretazione della giurisprudenza comunitaria.

Nel caso di specie la contribuente ha impugnato l’avviso di accertamento relativo ad alcuni tributi. Sia in primo che secondo grado il ricorso è stato accolto, atteso che la stessa contribuente aveva dimostrato, con esibizione di documentazione (mediante quadro RG del modello unico), la non applicabilità nei suoi confronti dello studio di settore scelto dall’Agenzia delle entrate.

La Suprema Corte ha affermato che in tema di accertamento basato si parametri o studi di settore il contraddittorio con il contribuente rappresenta elemento essenziale e imprescindibile del “giusto procedimento”  che legittima l’azione amministrativa (in specie quando si fa riferimento ad una elaborazione statistica su specifici parametri che necessita di essere adeguata alla realtà reddituale del contribuente); ciò premesso la motivazione dell’atto impositivo deve essere integrata con le ragioni per cui sono state disattese le motivazioni del contribuente in sede di…

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