Decontribuzione contratti di solidarietà 2018: a breve l’invio dell’istanza

decontribuzione contratti di solidarietà 2018Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, con una notizia pubblicata sul proprio portale telematico l’1 ottobre 2018, ha ricordato che dal prossimo 30 novembre e fino al 10 dicembre 2018 sarà possibile inviare le domande di presentazione delle istanze di decontribuzione a valere sul fondo 2018 per contratti di solidarietà stipulati al 30 novembre 2018 – ovvero in corso nel secondo semestre 2017 – come disposto dal Decreto Interministeriale (Lavoro-Economia) n. 2 del 27 settembre 2017 (cfr. MLPS, Circolare n. 18 del 22 novembre 2017).

Le domande possono essere presentate esclusivamente a mezzo PEC agli indirizzi: sgravicds@pec.lavoro.gov.it e sgravicontrattisolidarieta@postacert.inps.gov.it. Per i datori di lavoro iscritti all’INPGI, l’istanza va inoltrata anche all’indirizzo contributi@inpgi.legalmail.it. Alla luce dell’imminente scadenza, con il presente contributo si riepiloga dettagliatamente la disciplina di riferimento, nonché le modalità di presentazione dell’istanza.

Il D.L. n. 2/2017 – accesso alla decontribuzione

Il Decreto interministeriale n. 2 del 27 settembre 2017 del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze, ha rideterminato – con efficacia a decorrere dal 2017 – i requisiti, le modalità e i termini perentori di presentazione delle istanze per l’accesso alla decontribuzione introdotta dall’art. 6, comma 4, del Decreto Legislativo n. 510/96, a favore delle imprese che stipulano o hanno in corso contratti di solidarietà ai sensi degli articoli 1 e 2 del D.L. n. 726/1984, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 863/1984, nonché, a decorrere dall’entrata in vigore del D.L. n. 148/2015, ai sensi dell’art. 21, co. 1, lett c), del medesimo Decreto Legislativo.

Si ricorda che i contratti di solidarietà hanno lo scopo di salvaguardare l’occupazione ed evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esuberanza del personale; al tal fine, i datori di lavoro e i sindacati maggiormente rappresentativi sul piano nazionale possono stipulare contratti di solidarietà interni, o “difensivi”, aventi ad oggetto una diminuzione dell’orario di lavoro.

Il contratto di solidarietà

Il contratto di solidarietà, da autonomo ammortizzatore sociale, è stato ricondotto ad una causale della CIGS dall’art. 21, co. 1, lett. c) del D.Lgs. n. 148/2015.

Per accedere all’ammortizzatore sociale è necessaria la stipula di un contratto collettivo aziendale tra l’impresa e le associazioni sindacali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale o con le loro rappresentanze sindacali aziendali/unitarie (RSA o RSU).

È bene tenere presente che il contratto di solidarietà è efficace anche nei confronti dei lavoratori dissenzienti o non aderenti ai sindacati stipulanti (Cass. 24 febbraio 1990 n. 1403).

Al comma 5 del menzionato articolato è previsto l’obbligo delle parti di individuare e quantificare, nel contratto, l’esubero di personale; al tal proposito, la riduzione media dell’orario di lavoro non può essere superiore al 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile dei lavoratori interessati dal contratto di solidarietà (limite collettivo aziendale).

Tale limite continua ad essere inteso quale media tra tutti i lavoratori interessati dalla solidarietà: pertanto, una volta determinata, sulla base degli esuberi previsti nel contratto, la percentuale di riduzione dell’orario di lavoro, le aziende distribuiscono (su base giornaliera, settimanale, mensile) le ore di solidarietà tra i lavoratori interessati dall’ammortizzatore sociale.

La predetta distribuzione però, rispetto al passato soggiace ad un ulteriore limite individuale da rispettarsi in via congiunta con il limite collettivo di cui sopra, che consiste nell’impossibilità per l’azienda di attribuire ad ogni singolo lavoratore una riduzione di orario superiore al 70% rispetto alle ore lavorabili, nell’arco…

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