Nota di aggiornamento al DEF 2018: le misure in tema di lavoro e previdenza

L’11 ottobre scorso il Parlamento ha approvato a maggioranza assoluta la nota di aggiornamento al DEF (NADEF), contenente tutte quelle misure che il Governo intende introdurre con la prossima Manovra Finanziaria. Il documento, in linea con il contratto di Governo, contiene numerose misure in tema di lavoro e previdenza, con l’introduzione della “quota 100” e della c.d. “opzione donna”, ma anche in tema di welfare con l’avvio del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza. Ulteriori misure complementari riguardano il rafforzamento dei Centri per l’impiego per sostenere il ricambio generazionale che si creerà grazie all’anticipo pensionistico e la tutela dell’occupazione migliorando la convenienza del contratto di lavoro a tempo indeterminato con l’incentivazione e la tutela del lavoro femminile

aggiornamento al DEF 2018L’11 ottobre scorso il Parlamento ha approvato a maggioranza assoluta la nota di aggiornamento al DEF (in breve “NADEF”), contenente tutte quelle misure che il Governo intende introdurre con la prossima Manovra Finanziaria.

Il documento, in linea con il contratto di Governo, contiene numerose misure in tema di lavoro e previdenza, con l’introduzione della “quota 100” e della c.d. “opzione donna”, ma anche in tema di welfare con l’avvio del reddito di cittadinanza e della pensione di cittadinanza.

Ulteriori misure complementari riguardano il rafforzamento dei Centri per l’impiego per sostenere il ricambio generazionale che si creerà grazie all’anticipo pensionistico e la tutela dell’occupazione migliorando la convenienza del contratto di lavoro a tempo indeterminato con l’incentivazione e la tutela del lavoro femminile.

Premessa

Arriva il sì definitivo del Parlamento sulla nota di aggiornamento al DEF, che ha visto il Governo fortemente impegnato in un’azione di miglioramento dell’inclusione sociale, lotta al precariato, incentivazione del lavoro giovanile e femminile e promozione di una maggiore equità del sistema pensionistico.

Vediamo tutte le misure in dettaglio.

Reddito di cittadinanza

Il reddito di cittadinanza, da sempre cavallo di battaglia del M5S, che vedrà luce soltanto ad aprile del nuovo anno, avrà lo scopo di:

  • sostenere il reddito di chi si trova al di sotto della soglia di povertà individuata dall’Eurostat per l’Italia (pari a 780 euro mensili);
  • fornire un incentivo a rientrare nel mercato del lavoro, attraverso la previsione di un percorso formativo vincolante, e dell’obbligo di accettare almeno una delle prime tre proposte di lavoro eque e non lontane dal luogo di residenza del lavoratore.

La misura si rivolge potenzialmente a 9 milioni di persone, cioè tutti coloro che non hanno reddito o hanno redditi molto bassi. E questo vale per i componenti di tutta la famiglia: una famiglia di 4 persone può arrivare a percepire anche 1950 euro. Naturalmente esenti da tasse, ed esenti anche da pignoramenti.

Facciamo l’esempio di una famiglia di tre persone, con genitori disoccupati a reddito zero e figlio maggiorenne a carico: il reddito di cittadinanza per la famiglia sarà pari a 1560 euro al mese. Mentre per una coppia di pensionati con pensioni minime da 400 euro ciascuno il reddito di cittadinanza sarà pari ad altri 370 euro per la coppia, come integrazione al reddito già spettante.

Per avere diritto al reddito di cittadinanza – nella versione attualmente proposta – è necessario:

  • avere più di 18 anni;
  • essere disoccupato o inoccupato;
  • percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà;
  • percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà.

Per poter “mantenere” il reddito di cittadinanza è necessario adempiere ad alcune regole:

  • iscrizione presso i Centri per l’impiego e rendersi subito disponibile a lavorare;
  • iniziare un percorso per essere accompagnato nella ricerca del lavoro dimostrando la reale volontà di trovare un impiego;
  • offrire la propria disponibilità per progetti comunali utili alla collettività (8 ore settimanali);
  • frequentare percorsi per la qualifica o la riqualificazione professionale;
  • effettuare ricerca attiva del lavoro per almeno 2 ore al giorno;
  • comunicare tempestivamente qualsiasi variazione del reddito;
  • accettare uno dei primi tre lavori che verranno offerti al lavoratore.

Quota 100

Con riferimento al sistema previdenziale, il Governo reintrodurrà il cd. “quota 100”, ossia un meccanismo che consente di uscire dal lavoro in deroga ai vigenti requisiti pensionistici ordinari, qualora l’età del pensionato e gli anni contributivi siano pari a 100. La quota dovrà essere raggiunta con:

  • 62 anni d’età;
  • e 38 anni di contributi minimi.

Inoltre – e questa è un’importante novità – non dovrebbero esserci…

Contenuto disponibile esclusivamente agli utenti abbonati
Per continuare a leggere il contenuto di questo articolo è necessario essere abbonati. Se sei già un nostro abbonato, effettua il login attraverso il modulo di autenticazione posto in cima alla pagina. Se non sei abbonato o ti è scaduto l'abbonamento, che aspetti?
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it