Crediti compensati senza apposizione del visto - non scatta la sanzione per omesso versamento

crediti

PREMESSA

I giudici di Milano (sentenza 1630/22/18 del 12 aprile 2018), confermano quanto già espresso in precedenti interventi pubblicati da CommercialistaTelematico.com

La compensazione dei crediti in violazione dell’obbligo dell’apposizione del visto non configura una violazione di omesso versamento.

La recente decisione del giudice merito ha interessato la normativa in materia di sanzioni per omesso versamento nella versione precedente alla riforma del D.lgs 158/2015. Ma l’interpretazione consolidata del giudice di prime cure si ritiene assolutamente attuale e applicabile anche alle nuove disposizioni ex riforma del sistema sanzionatorio.

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La compensazione senza visto non sconta la sanzione del 30%.

Con sentenza n. 1630/22/18 depositata il 12 aprile 2018, la Commissione Tributaria di Milano ha affermato che l’omessa apposizione del visto o l’apposizione del visto da parte di professionista non abilitato, nei casi in cui sia richiesta in relazione alla compensazione orizzontale in F24 dei crediti di imposta, “configura una infrazione formale” e non una violazione per omesso versamento.

La sanzione quindi da applicare è quella di cui all’articolo 8 del D.Lgs. 471/1997, pari ad euro 250,00, e non quella per omesso versamento di cui all’articolo 13 del medesimo decreto (segnatamente del comma 1).

La sentenza di cui sopra fa da eco alle precedenti quali quelle della CTP di Roma n. 15572/2017, CTP di Vicenza del 7 giugno 2017 n. 460, CTP di Lucca del 16 maggio 2017 n. 205e CTP di Reggio Emilia del 17 maggio 2017n. 140.

IMPORTANTE: il giudice di merito ha stabilito il principio secondo il quale il visto di conformità richiesto per effetto della compensazione dei crediti di imposta in compensazione è un adempimento che deve essere osservato nella redazione della dichiarazione avente natura formale finalizzato e funzionale al controllo anticipato della esistenza e spettanza del credito compensabile mediante l’attribuzione della relativa verifica ad un professionista abilitato.

Stante la natura di adempimento formale da osservare nella redazione della dichiarazione, le violazioni che consistono nella omessa apposizione o nella apposizione del visto da parte di soggetto non abilitato (non anche nel vizio nell’apposizione del visto da parte di soggetto abilitato che configura tutt’altro scenario sanzionatorio), sono sanzionate ai sensi dell’articolo 8 del D.Lgs. 471/1997 per un importo pari ad euro 250,00.

Le conclusioni del giudice di merito si ritengono attuali anche a seguito della modifica apportate alle norme di cui all’articolo 13 del D.Lgs. 471/1997 e in particolare alle disposizioni che disciplinano in modo specifico la violazione per l’utilizzo di crediti esistenti ma non spettanti e l’utilizzo di crediti esistenti, spettanti ma con modalità non conformi alle procedure di utilizzo previste dalle disposizioni.

VIOLAZIONE PER UTILIZZO DEL CREDITO NON SPETTANTE

Articolo 13 co. 4 D.Lgs. 471/1997

Nel caso di utilizzo di un’eccedenza o di un credito d’imposta esistente in misura superiore a quella spettante o in violazione delle modalità di utilizzo previste dalle leggi vigenti si applica, salva l’applicazione di disposizioni speciali, la sanzione pari al trenta per cento del credito utilizzato.

La norma, come di recente precisato anche nella Risoluzione Agenzia Entrate n. 36/E/2018, si applica in casi estesi e al di fuori delle ipotesi che configurano la violazione per l’utilizzo di crediti inesistenti di cui al successivo comma 5.

In particolare la norma opera:

  1. Quando il credito pur essendo inesistente è comunque riscontrabile mediante controlli automatici e formali (36 bis, 36 Ter DPR 600/73 e 54 bis DPR 633/72);
  2. Quando il credito è esistente ma non spettante perché non può essere utilizzato al di sopra di limiti di compensabilità imposti da disposizioni speciali (Es. Art. 34 l. 388/200 che prevede il limite annuo di euro…
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