Prima casa di lusso e principio del favor rei

di Gianfranco Antico

Pubblicato il 23 ottobre 2017

Il principio del favor rei trova un limite soltanto nell'intervenuto pagamento della sanzione, così che colui che ha pagato non può chiedere la restituzione, mentre, anche in presenza di provvedimento definitivo, non è possibile la riscossione delle somme (ancora) dovute - il caso delle prime case che erano di lusso prima del 2014

Commercialista Telematico | Software fiscali, ebook di approfondimento, formulari e videoconferenze accreditateCon l’ordinanza n. 21909 del 20 settembre 2017, la Corte di Cassazione ha chiarito che il nuovo regime introdotto dal d.lgs. n. 23 del 2011, art. 10, c. 1, lett. a - "il quale, nel sostituire il secondo comma dell’art. 1 della Parte Prima Tariffa allegata al D.P.R. n. 131 del 1986, ha sancito il superamento del criterio di individuazione dell’immobile di lusso - non ammesso, in quanto tale, al beneficio ‘prima casa’ - sulla base dei parametri di cui al D.M. LL.PP. 2 agosto 1969 - ‘trova applicazione ai trasferimenti imponibili realizzati successivamente alla modificazione legislativa; e, in particolare, successivamente al 1 gennaio 2014, come espressamente disposto dal D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 10, comma 5, cit.’ (ex plurimis, Cass. Sez. V, n. 11639/17; nn. 13309-13318/16), con la conseguenza che il trasferimento immobiliare per cui è causa continua ad essere disciplinato dalla previgente disciplina”.

Diversamente, per quanto concerne le sanzioni, ravvisandosi "i presupposti per l’applicazione del D.Lgs. n. 472 del 1997, art. 3, comma 2, secondo cui, in materia di sanzioni amministrative per violazioni tributarie: ‘salvo diversa previsione di legge, nessuno può essere assoggettato a sanzioni per un fatto che, secondo una legge posteriore, non costituisce violazione punibile’”.

E quindi, “se la sanzione è già stata irrogata con provvedimento definitivo il debito residuo si estingue, ma non è ammessa ripetizione di quanto pagato", a fronte di una ‘riformulazione ex novo della fattispecie legale di non spettanza dell’agevolazione, fondata su un parametro (quello catastale) del tutto differente da quello, precedentemente rinvenibile, fatto oggetto di mendacio’ (Cass. Sez. V, n. 116369/17, 11624/17, 9492/17, 3362/17, 2700/17, 12471/15; Sez. VI-5, n. 13235/16)”.

La problematica

Le agevolazioni prima casa sono state oggetto di rilevanti modifiche, a decorrere dall’1 gennaio 2014. Infatti, per effetto dell’introduzione dell’art. 10 del D.Lgs. n. 23/2011, l’imposta di registro per l’acquisto della prima casa è dovuta nella misura del 2% per i trasferimenti di case di abitazione, “ad eccezione di quelle di categoria catastale A1, A8 e A9, ove ricorrano le condizioni di cui alla nota II- bis”.

A decorrere dall’1 gennaio 2014, dunque, l’applicabilità delle agevolazioni prim