Un caso di contenzioso sul valore degli immobili

di Giovambattista Palumbo

Pubblicato il 30 novembre 2016

presentiamo un particolare caso di contestazione del valore di un atto di trasferimento immobiliare: la contestazione è basata sul criterio del valore di trasformazione nell’ambito della valutazione degli immobili ai fini fiscali

matematica-egiziaLa CTP di Firenze, con la sentenza n. 816/2/16 del 6 Giugno 2016, ha chiarito l’applicabilità del criterio del valore di trasformazione nell’ambito della valutazione degli immobili ai fini fiscali.

Nel caso di specie, con separati ricorsi, poi riuniti per connessione oggettiva, ricorrevano le società, acquirente e venditrice, avverso l'avviso con il quale l'Agenzia delle Entrate chiedeva il pagamento delle maggiori imposte, sanzioni ed interessi, conseguenti alla rettifica di valore operata a fronte della cessione di un complesso industriale.

Al Catasto Fabbricati detti beni erano rappresentati in categoria D/7.

In fase accertativa l'Ufficio aveva fatto riferimento alla apposita perizia valutativa esperita dall'Ufficio del Territorio, che, alla luce delle caratteristiche dei beni in esame, della consistenza e del luogo di ubicazione, aveva stimato un valore di mercato superiore a quello dichiarato in atto dalle parti.

L'Amministrazione, pertanto, aveva rideterminato ed accertato il valore del bene compravenduto, in complessivi € 1.482.000,00, in luogo del dichiarato, pari a € 440.000,00.

Ciò detto, i ricorrenti contestavano, in diritto, il valore probatorio della perizia dell'Agenzia del Territorio, non idonea, a loro avviso, a sorreggere la pretesa impositiva dell'Agenzia delle Entrate, in violazione del disposto normativo degli artt. 51 e 52 del DPR 131186.

Peraltro, l'Agenzia, sempre ad avviso dei ricorrenti, non avrebbe neanche potuto limitarsi a recepire acriticamente il contenuto della perizia, ma avrebbe comunque dovuto svolgere un'autonoma attività istruttoria, indicando le ragioni per cui aveva poi ritenuto di recepire integralmente il contenuto della stessa.

Veniva, infine, contestata la legittimità del provvedimento amministrativo sotto il profilo della violazione dell'art. 52, commi 2 e 2bis, del DPR 131/86 e dell'art. 7 della Legge