Evasione fiscale: sanzioni penali e amministrative in capo a due soggetti distinti: l’autore materiale del fatto e la società

Pubblicato il 14 maggio 2016

note sull'applicazione (per un medesimo fatto di evasione fiscale) delle conseguenti misure sanzionatorie, sia amministrative che penali, in capo a due soggetti distinti: l’autore materiale del fatto e la società che ha benficiato dell'evasione fiscale

stanlioeonliocarceratiLa terza sezione penale della Cassazione, con la sentenza n. 9224, depositata il 7 marzo scorso, si è pronunciata in materia di applicazione (per un medesimo fatto evasivo) delle conseguenti misure sanzionatorie, sia amministrative che penali, benché in capo a due soggetti distinti: l’autore materiale del fatto e la società.

In altre parole, la Corte Suprema afferma (in armonia ai principi normativi di cui al D.Lgs. n. 472/1997, agli art. 19, 20 e 21 del D.Lgs. n. 74/2000, nonché all’art. 7 del D.L. n. 269/2003) che la sanzione inflitta alla società in via amministrativa non preclude l’adozione del sequestro preventivo per equivalente nel procedimento penale a carico del legale rappresentante, che non ha versato l’Iva, non trovando applicazione il principio del ne bis in idem.

In merito, infatti, occorre precisare che nell’attuale impianto sanzionatorio:

  • il D.Lgs. 472/1997 adotta il principio della identificazione del trasgressore, soggetto passivo della sanzione, con l’autore materiale della violazione, unico centro di imputazione della medesima, al quale si aggiunge la responsabilità solidale identificata dall’art.11, comma 1 del citato decreto. Pertanto, la richiamata norma prevede la responsabilità dell’autore materiale dell’illecito amministrativo – secondo principi di derivazione penalistica – mentre – tramite l’art.11, comma 1 – configura in capo all’ente, con o senza personalità giuridica, che ha tratto vantaggio economico della violazione