E' partita la nuova mediazione fiscale

Il D.Lgs. n. 156 del 24 settembre 2015 in vigore dal 15′ giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale, avvenuta il 7 ottobre 2015, e in vigore, per quel che qui interessa, dall’1 gennaio 2016, ha riscritto l’istituto del reclamo e mediazione, dando così attuazione alla delega fiscale, Legge 11 marzo 2014, n. 23.
All’indomani della pubblicazione della circolare n.38/E del 29 dicembre 2015, evidenziamo i passaggi salienti del documento di prassi pubblicato, che possono costituire sin dai primi giorni dell’anno una vera e propria guida per i Lettori alle prese con le novità dell’istituto.
Le novità
La mediazione è una procedura amministrativa di deflazione del contenzioso che si svolge dinanzi ad un organo diverso e autonomo da quello che ha emesso l’atto che, a seguito delle novità introdotte, si caratterizza per la presenza di un unico criterio delimitativo: il valore della controversia.
Il D.Lgs. n. 156/2015 ha introdotto, come rilevato dalla circolare n.38/E del 29 dicembre 2015, una serie di importanti novità:

l’estensione dell’ambito di applicazione dell’istituto a tutti gli enti impositori, agli agenti della riscossione e ai soggetti iscritti nell’albo di cui all’art.53 del D.Lgs. n. 446 del 1997, nonché alle controversie in materia catastale;

la semplificazione delle modalità di instaurazione del procedimento;

la quantificazione del beneficio della riduzione delle sanzioni in senso più favorevole al contribuente;

le regole per il pagamento delle somme dovute a seguito di mediazione;

l’estensione anche alle cause reclamabili della possibilità di esperire la conciliazione giudiziale;

le previsioni in materia di spese di giudizio, trasfuse, per esigenze di sistematicità, nel comma 2-septies dell’articolo 15, del D.lgs.n.546/92.

Entrata in vigore
Il nuovo art. 17-bis è entrato in vigore l’1 gennaio 2016, e trova applicazione anche ai processi in corso, per effetto di quanto previsto dall’art. 12, comma 1, del D.Lgs. n. 156/2015, secondo cui le nuove disposizioni sul processo tributario si applicano, in via generale, a decorrere dal 1° gennaio 2016 ai giudizi pendenti a tale data.
Per quanto concerne gli atti prima esclusi dalla disciplina del reclamo/mediazione (ad esempio, gli atti di accertamento catastale o gli atti di altri enti impositori), la circolare n. 38/2015 ritiene che la nuova disciplina trovi applicazione con riferimento ai ricorsi notificati dal contribuente a decorrere dal 1° gennaio 2016.
Ambito di applicazione
In forza del previgente dettato normativo, il contribuente doveva esperire la fase amministrativa ogni qual volta intendeva impugnare uno degli atti individuati dall’art. 19 del D. Lgs. n. 546 del 1992, di valore non superiore a ventimila euro, determinato secondo le disposizioni di cui al comma 5 dell’articolo 12, del D.Lgs. n. 546/92, emessi dall’Agenzia delle Entrate.
Detta limitazione agli atti emessi dell’Agenzia delle entrate non figura più nel nuovo testo, così che l’istituto, pur restando circoscritto alle sole liti fino a ventimila euro di valore, è ora esteso a tutte le controversie tributarie, anche qualora parte in giudizio sia un ente impositore diverso dall’Agenzia delle entrate (ad esempio, l’Agenzia delle dogane e dei monopoli o un ente locale) ovvero l’agente o il concessionario privato della riscossione.
Tenuto conto della natura degli atti degli agenti e dei concessionari privati della riscossione, la circolare n. 38/2015 ritiene che il reclamo possa trovare applicazione per le impugnazioni concernenti, in particolare:

cartelle di pagamento per vizi propri;

fermi di beni mobili registrati di cui all’art.86 del DPR n. 602 del 1973;

iscrizioni di ipoteche sugli immobili ai sensi dell’art.77 del DPR n. 602 del 1973.

L’art. 17-bis, comma 6, contempla espressamente l’ipotesi che oggetto di mediazione sia il rifiuto tacito alla …

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