Truffa del consulente? Ecco come cambiano le sanzioni per il contribuente non responsabile di evasione

 
Novella normativa
Il previsto “nuovo” articolo 1 della legge 11 ottobre 1995 n. 423, come configurato dall’articolo 6 dello schema (n. 185) di decreto legislativo di attuazione della legge delega 11 marzo 2014 n. 23, si compone di un unico articolo e si incentra sul necessario presupposto di una condotta illecita, penalmente rilevante, verificatasi nell’esercizio del mandato professionale e perpetrata da un consulente compreso tra le categorie di dottori commercialisti, ragionieri, consulenti del lavoro, avvocati, notai e altri professionisti. Sono state rielaborate le fasi procedurali indicando espressamente la modalità di irrogazione delle sanzioni, individuata nell’iscrizione a ruolo di cui all’articolo 17, comma 3, del d.lgs. n. 472/1997 della sanzione collegata all’omesso versamento delle Imposte dovute da parte del contribuente E’ stato ampliato il periodo di sospensione dei termini di prescrizione e dì decadenza a tutela dell’attività dell’ufficio. La disposizione è finalizzata a semplificare e cadenzare gli adempimenti del contribuente potenzialmente truffato in caso di omesso, ritardato o insufficiente versamento da parte dell’intermediario.

Benefici
La prevista “nuova” norma sarà di grande aiuto al cliente danneggiato o truffato perché prevede due benefici.

Il primo è individuabile nella sospensione della riscossione (v. art. 1 c. 1) delle sanzioni irrogabili1 e nell’addebito delle stesse al professionista infedele a decorrere dalla condanna, anche per applicazione della pena su richiesta delle parti, di quest’ultimo in sede di procedimento penale (v. art. 1 c. 3), con susseguente sgravio o annullamento del carico (sanzioni pecuniarie)iscritto al contribuente.

Il secondo (v. art. 1, comma 7) consiste invece in un pagamento dilazionato delle imposte ancora dovute. Infatti, al contribuente è sufficiente dimostrare la difficoltà economica di un contestuale pagamento per avanzare istanza di sospensione biennale del versamento delle imposte, beneficio che una volta concesso comporta anche la rateizzazione (in dieci soluzioni) del debito alla fine del predetto arco temporale. Detta istanza di sospensione2 delle sanzioni va rivolta all’Ufficio impositore competente(Direzione Provinciale competente), con l’obbligo della allegazione della denuncia all’autorità giudiziaria e della prova della corresponsione al consulente infedele delle somme che dovevano essere versate.

Condanna del professionista
La sentenza di condanna del professionista “ribalterà” su quest’ultimo le sanzioni irrogate, diversamente la sentenza di assoluzione del consulente scatenerà la revoca della sospensione dei pagamenti, e si procederà alla riscossione delle sanzioni a carico del contribuente3.

Obbligo per il contribuente di adìre entro tre mesi dal deposito del provvedimento il giudice civile competente
L’indispensabilità di una pronuncia definitiva sulla colpevolezza del professionista si evidenzia, sempre al 4 comma del “nuovo” art. 1, L. 423/95, quando viene disciplinato il caso delle eventuali cause di estinzione del reato (ei.e. amnistia, prescrizione, morte del reo), fatto che imporrà (secondo i contenuti di detta disposizione) l’obbligo per il contribuente di adìre entro tre mesi dal deposito del provvedimento il giudice civile competente e di invocare una sentenza dichiarativa della responsabilità del professionista, provvedimento che obbligherà l’Ufficio allo sgravio o annullamento di ogni carico tributario sul cliente.

Capisaldi
Il “nuovo” articolo 1 della legge n. 423/95 denota i seguenti capisaldi

le sanzioni amministrative tributarie, applicate al contribuente per l’insufficiente o omesso versamento delle imposte4 per fatto …

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