Equitalia e le esecuzioni immobiliari: l’iscrizione di ipoteca è soggetta a procedure e limiti ben precisi, che sono stati modificati nel corso del tempo...

 

Premessa

L’Agente della riscossione ha il potere di iscrivere l’ipoteca sugli immobili del debitore, in forza dell’art. 77 del D.P.R. n. 602/1973.1

L’iscrizione di ipoteca2 è soggetta a procedure e limiti ben precisi, che sono stati modificati nel corso del tempo in seguito a diversi interventi normativi.

Tre sono i casi più frequenti di invalidità dell’iscrizione ipotecaria:

  1. mancata comunicazione dell’iscrizione ipotecaria;

  2. soglie minime: 8.000 euro e 20.000 euro;

  3. mancata notifica dell’intimazione di pagamento3.

 

Natura giuridica

Il sistema della garanzia ipotecaria nel codice civile contempla e tre diverse tipologie : ipoteca legale (art. 2817), giudiziale (art. 2818) e volontaria (art. 2821). L’ipoteca ex art. 77 del D.P.R. n. 602/73 non può essere ricondotta a nessuna delle tre figure sopra menzionate, ma costituisce un quartum genus: infatti, l’iscrizione ipotecaria ai sensi dell’articolo 77 citato non è sorretta da un provvedimento del giudice, come invece accade per l’ipoteca “giudiziale” che ha titolo in un provvedimento cui la legge riconosce questo effetto, mentre, rispetto alla “volontaria”, difetta il consenso dell’altra parte. Infine, a differenza della “legale”, l’ipoteca esattoriale non è iscritta in modo automatico su beni immobili oggetto di negoziazione, a rafforzamento dell’adempimento delle obbligazioni. Pertanto, bisogna ritenere del tutto autonoma la figura dell’ipoteca iscritta ex articolo 77 del decreto n. 602 del 1973, che si basa su un titolo esecutivo4 ostituito da un atto amministrativo.

 

Evoluzione normativa

A partire dal 13 luglio 2011, data in entrata in vigore della legge n. 106/2011, Equitalia deve inviare una comunicazione con l’avviso che, in assenza di pagamento delle somme dovute entro 30 giorni, si procederà all’iscrizione ipotecaria5. Per le iscrizioni successive al 13 luglio 2011, sussiste l’obbligo di preventiva comunicazione6 in forza della legge n. 106/2011.

Anche nel regime antecedente l’entrata in vigore dell’obbligo di comunicazione preventiva dell’iscrizione di ipoteca ex art. 77, c. 2-bis, d.p.r. n. 602/1973, introdotto con d.l. n. 70/2011, l’amministrazione, prima di iscrivere ipoteca, ai sensi dell’art. 77, dovev comunicare al contribuente che avrebbe proceduto alla predetta iscrizione sui suoi beni immobili, concedendo a quest’ultimo un termine (che, per coerenza con altre analoghe previsioni normative presenti nel sistema, fissato in trenta giorni) per esercitare il proprio diritto di difesa, presentando opportune osservazioni, o provvedendo al pagamento del dovuto.

L’iscrizione di ipoteca non preceduta dalla comunicazione al contribuente era nulla per violazione dell’obbligo di attivare il contraddittorio endoprocedimentale.(Corte di Cassazione sentenza 10 aprile 2015 n. 7343)7.

 

Soglie

L’iscrizione ipotecaria8 è ammessa solo se il credito vantato dall’Agente della riscossione supera determinate “soglie”, stabilite dal legislatore. A partire dal 13 luglio 2011 la soglia minima per poter iscrivere ipoteca è 20.000 euro, purché ricorrano congiuntamente tutte le condizioni sopra indicate (casa di proprietà del debitore; abitazione principale del debitore; contestazione o contestabilità in giudizio della somma iscritta a ruolo). Se manca anche una sola di queste condizioni, resta ferma la soglia minima di 8.000 euro, indicata dalla legge n. 73/2010, entrata in vigore il 25 maggio 2010, che vietò l’iscrizione ipotecaria per crediti inferiori a 8.000 euro9. Dal 2 marzo 2012 trova applicazione il nuovo D.L. n. 16/2012, che ha introdotto disposizioni ancor più favorevoli al contribuente. In particolare, è stata eliminata ogni distinzione tra immobili adibiti ad abitazione principale e non: in ogni caso si applica la soglia minima di 20.000 euro. Attualmente , pertanto, l’Agente della riscossione non può in nessun caso iscrivere ipoteca sugli immobili del contribuente se l’importo del credito non supera appunto 20.000 euro10. Il decreto…

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