Le comunicazioni black list nel recente decreto semplificazioni

di Fabio Carrirolo

Pubblicato il 3 febbraio 2015

il Decreto Semplificazioni ha innovato profondamente la normativa sulle comunicazioni black list; analizziamo le disposizioni normative di riferimento; il modello di comunicazione; la trasmissione e gli aspetti sanzionatori, l'elevazione della soglia minima e la periodicità annuale, costi esteri indeducibili in breve, i riflessi sulla dichiarazione dei redditi

Aspetti generali

Il c.d. decreto semplificazioni 2014 [D.Lgs. 21.11.2014, n. 175] ha apportato sostanziali modificazioni alla disciplina delle comunicazioni obbligatorie da effettuare per le attività (acquisti, cessioni, prestazioni rese e ricevute) con partner esteri residenti in Stati e territori inclusi nelle black list di cui al D.M. 4.5.1999 [persone fisiche] e 23.11.2001 [società estere CFC].

Si rammenta al riguardo che l'art. 1 del D.L. 25.3.2010, n. 40, convertito con modificazioni dalla L. 22.5.2010, n. 73, ha previsto che tutte le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate e ricevute, registrate o soggette a registrazione, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi black list dovessero essere comunicate telematicamente all'Agenzia delle entrate.

Tale normativa è stata attuata mediante un decreto ministeriale, mentre gli adempimenti necessari sono stati definiti attraverso provvedimenti direttoriali dell'Agenzia delle Entrate.

Le disposizioni da ultime intervenute del decreto semplificazioni portano la periodicità delle comunicazioni da mensile / trimestrale ad annuale ed elevano la soglia minima - al di sotto della quale il monitoraggio delle operazioni non è obbligatorio - da 500 a 10.000 euro, con decorrenza dal periodo di imposta 2014.



Le disposizioni normative di riferimento

Come si diceva, la normativa del 2010 ha previsto, con particolari requisiti soggettivi e oggettivi e in funzione anti-frode, l'obbligo di comunicare all'Agenzia delle Entrate le cessioni e prestazioni intercorse con partner residenti in Stati e territori «black list».

Il decreto ministeriale attuativo [D.M. 30.3.2010] ha assunto vigenza dal 1° maggio 2010 e si applica alle operazioni effettuate a decorrere dal 1° luglio dello stesso anno.

Il monitoraggio si riferisce specificamente alle operazioni soggette a registrazione, focalizzando l'attenzione proprio sul momento della cessione/prestazione (e non su quello del costo sostenuto e contabilizzato nell'esercizio di competenza).

L'obbligo generalizzato di comunicazione è stato attenuato dal D.L. n. 16/2012 (c.d. «decreto liberalizzazioni»), che prevedeva una soglia minima di ammontare.

Secondo il primo comma dell'art. 2 del decreto ministeriale il modello doveva essere presentato:

  • per i soggetti che avevano realizzato, nei quattro trimestri precedenti e per ciascuna categoria di operazioni, un ammontare totale trimestrale non superiore a 50.000 euro, con riferimento a periodi trimestrali (facendo riferimento ai trimestri che compongono l'anno solare);

  • per gli altri soggetti (con operazioni superiori, per ciascuna categoria – cessioni da, cessioni verso, prestazioni da, prestazioni verso -, a 50.000 euro), con riferimento a periodi mensili.

Trasmettevano altresì la comunicazione trimestralmente «i soggetti che hanno iniziato l'attività da meno di quattro trimestri (...) sempre che si trovino nella condizione di cui al comma 1, lettera a)», cioè con operazioni inferiori a 50.000 euro per trimestre, nei trimestri già trascorsi (art. 2, secondo comma).

Tuttavia, i soggetti «trimestrali» potevano anche presentare la comunicazione mensilmente per l'intero anno solare (art. 2, terzo comma), ed erano tenuti a passare alla periodicità mensile nel caso in cui, nel corso di un trimestre, avessero superato la soglia dei 50.000 euro, a partire dal mese successivo al superamento (art. 2, quarto comma).

Il modello di comunicazione, secondo l'unico comma dell'art. 3, doveva essere presentato telematicamente all'Agenzia delle Entrate entro l'ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento.

La disciplina normativa in esame è stata oggetto delle seguenti pronunce dell'Agenzia delle Entrate:

  • circolare 21.10.2010, n. 53/E;

  • risoluzione 29.11.2010, n. 121/E;

  • circolare 28.1.2011, n. 2/E;

  • circolare 21.6.2011, n. 28/E;

  • risoluzione 6.7.2011, n. 71/E.



Il modello di comunicazione

Le operazioni con i Paesi «black list», di cui al D.L. n. 40/2010, possono essere attualmente comunicate mediante il c.d. modello polivalente, il quale consente altresì la comunicazione all’anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini IVA (spesometro), nonché delle operazioni legate al turismo di cui all'art. 3, comma 2-bis, del D.L. n. 16/2012 e degli acquisti da operatori economici sammarinesi soggetti ad autofatturazione e le operazioni; facoltativamente, è stato inoltre previsto che, con lo stesso modello, possono essere comunicate le attività di leasing e/o noleggio di mezzi di trasporto.

La comunicazione può essere effettuata inviando i dati in forma analitica o aggregata.

L'opzione esercitata è vincolante per l'intero contenuto della comunicazione, anche in caso di invio sostitutivo.

L'opzione per l'invio dei dati in forma aggregata è vietata per la comunicazione relativa:

  • agli acquisti di beni da operatori economici di San Marino con assolvimento dell'IVA mediante autofattura;

  • agli acquisti e alle cessioni da e nei confronti dei produttori agricoli in regime IVA di esonero, di cui all'art. 34, sesto comma, del decreto IVA;

  • alle operazioni in contanti legate al turismo:

  • alle operazioni effettuate dai commercianti al minuto e dai soggetti equiparati;

  • alle operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana o UE / SEE, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato italiano, di importo pari o superiore a 1.000 euro e fino a 15.000 euro.

Gli elementi informativi da comunicare dipendono dalla tipologia di operazione posta in essere (analitica ovvero aggregata).

Ai fini della comunicazione va fatto riferimento:

  • al momento della registrazione ai sensi degli artt. 23, 24 e 25 del decreto IVA;

  • ovvero, in mancanza, al momento di effettuazione delle operazioni, come stabilito dall'art. 6 del decreto IVA.

Se la comunicazione è stata predisposta in forma analitica, per ciascuna cessione o prestazione soggetta all'obbligo di emissione della fattura, devono essere comunicati:

  • l'anno di riferimento;

  • la partita IVA o, in mancanza, il codice fiscale del cedente/prestatore e del cessionario/committente;

  • per ciascuna fattura attiva:

    • la data del documento;

    • il corrispettivo al netto dell'IVA e l'imposta, ovvero la specificazione che trattasi di operaz