La notifica del contenzioso ad una società cessata dopo il Decreto Semplificazioni: legittimato ad impugnare, applicazione retroattiva, contenzioso pendente, responsabilità liquidatori, responsabilità soci, diritto dei soci al rimborso

di Ignazio Buscema

Pubblicato il 7 febbraio 2015

in caso di accertamento e contenzioso contro una società estinta, la notifica degli atti deve avvenire presso l’ultimo domicilio fiscale; analizziamo le problematiche di tale notifica e l'instaurazione del contenzioso processuale

Accertamento e notifica

L’art. 28 del decreto sulle Semplificazioni fiscali (D.Lgs. n. 175/2014) stabilisce che, ai soli fini della liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società di cui all’art. 2495 c.c. ha effetto trascorsi cinque anni dalla richiesta di cancellazione dal Registro delle imprese.

A partire dal 13 dicembre 2014, data di entrata in vigore del decreto Semplificazioni, l’avviso di accertamento, contenente la rettifica della dichiarazione della società cancellata dal Registro delle imprese, va emesso nei confronti della società "cancellata" e notificato alla stessa presso la sede dell’ultimo domicilio fiscale in quanto, a tal fine, l’effetto dell’estinzione si produrrà solo dopo cinque anni dalla data della cancellazione.

L’avviso di accertamento, contenente la rettifica della dichiarazione della società cancellata dal Registro delle imprese, va notificato alla società stessa presso la sede dell’ultimo domicilio fiscale.

Sussiste la situazione in cui una persona giuridica dovrà considerarsi estinta a tutti gli effetti eccezion fatta per quelli fiscali.

Gli atti di liquidazione, accertamento, contenzioso e riscossione vanno legittimamente notificati alla società estinta, con l’ulteriore conseguenza che gli atti potranno essere impugnati dall’ultimo rappresentante legale della società ossia dal liquidatore.



Legittimazione

Legittimato ad impugnare in nome della società è l’ultimo rappresentante legale (quindi anche il liquidatore).

Il soggetto legittimato passivamente e quindi a dare delega al difensore è l'ultimo rappresentante legale (ancorché non più in carica) in quanto, ai fini fiscali (e, segnatamente, del contenzioso), la società si considera non estinta.

Restano fermi, invece, i casi i cui l'amministrazione ritiene responsabile il liquidatore o i soci personalmente, nel qual caso l'impugnazione riguarderà le singole persone fisiche e non per conto della società.

L’atto in questione, potrà essere impugnato dai soggetti responsabili ai sensi degli artt. 2495 c.c. e 36, D.P.R. n. 602/1973.

La società, precedentemente alla cancellazione, può avvalersi, comunque, della facoltà di eleggere domicilio presso una persona o un ufficio nel comune del proprio domicilio fiscale, per la notificazione degli atti o degli avvisi che lo riguardano ai sensi dell’art. 60, c. 1 lett. d, D.P.R. n. 600/19731.



Nuove regole con applicazione retroattiva

Per l'amministrazione (circolare 31/E dei 2014), le nuove regole sugli effetti fiscali dell'estinzione delle società hanno effetto retroattivo2.

Infatti, trattandosi di norma procedurale, trova applicazione anche per «attività di controllo fiscale riferite a società che hanno già chiesto la cancellazione dal registro delle imprese o già cancellate dallo stesso registro prima della data di entrata in vigore del decreto». Le nuove regole sono applicabili anche per le attività di controllo riferite alle società che abbiano richiesto la cancellazione prima del 13 dicembre 2014, seppur nel rispetto dei termini di prescrizione e decadenza ordinari. Le nuove disposizioni si applicano anche alla cancellazione di società di persone, ferma restando la diversa disciplina delle responsabilità dei soci collegata alla differente forma societaria.



Contenzioso pendente

La nuova disci