IRAP: oggi scade l'opzione per il metodo di calcolo, occorre verificare quale è quello più conveniente

oggi scade il termine per scegliere in che modalità calcolare l’IRAP per i contribuenti che non sono società di capitali: analisi delle diverse modalità di calcolo

Aspetti generali

L’IRAP è un tributo – sorto come «semplificatore» rispetto a una serie di imposte e contributi che caratterizzavano il sistema impositivo anteriore al D.Lgs. 15.12.1997, n. 446 – la cui scomparsa è stata più volte «annunciata» (dal legislatore e dalla pubblicistica), e la cui applicazione è stata oggetto di numerose sentenze emesse anche dalla Corte di Cassazione.

Il presupposto dell’IRAP risiede nell’esercizio abituale, nel territorio delle regioni, di attività autonomamente organizzate dirette:

  • alla produzione o allo scambio di beni;

  • (ovvero) alla prestazione di servizi.

In ogni caso, l’attività esercitata dalle società e dagli enti residenti costituisce presupposto impositivo.

Il presupposto dell’imposta – secondo l’art. 2, primo comma, del D.Lgs. 15.12.1997, n. 446 – consiste nell’esercizio abituale di un’attività autonomamente organizzata diretta alla produzione o allo scambio di beni ovvero alla prestazione di servizi.

L’IRAP viene determinata in maniera differente a seconda della natura del soggetto passivo (impresa commerciale; produttore agricolo; ente non commerciale; ente pubblico; banca o assicurazione).

Per le imprese, la base imponibile è costituita in linea generale e con alcune limitate peculiarità dalla differenza tra il valore della produzione e il costo della produzione stessa.

L’importo da versare si ottiene applicando alla base imponibile (VPN = valore della produzione netta), una certa aliquota fissata per legge su base nazionale, che le singole Regioni possono aumentare al massimo di un punto percentuale. Dal 2008 l’aliquota base è fissata al 3,90% per le imprese e all’8,50% per le amministrazioni pubbliche.

Il versamento deve essere effettuato entro le scadenze previste per le imposte sui redditi, utilizzando il modello F24.

Per effetto dell’art. 1, commi 50 – 52, della L. n. 244 del 24.12.2007 (finanziaria 2008), il D.Lgs. n. 446/1997 è stato innovato prevedendo – per le imprese – differenziati criteri di determinazione del valore della produzione netta.

Per le società di capitali e gli enti commerciali questi criteri sono enunciati nell’art. 5, e per le società di persone e le imprese individuali nell’art. 5-bis, del decreto IRAP.

La determinazione della base IRAP per i soggetti IRPEF

Per le società di capitali e gli enti commerciali, il metodo naturale per la determinazione della base imponibile IRAP (VPN) è quello da bilancio, mentre per i soggetti IRPEF – imprenditori individuali e società di persone – tale possibilità rappresenta un’opzione volontaria.

Le indicazioni di prassi in materia si rinvengono nella circolare dell’Agenzia Entrate n. 60/E del 28.10.2008, che verrà più avanti esaminata.

Occorre però preliminarmente rammentare che, in generale, i soggetti IRPEF determinano il VPN ai sensi del richiamato art. 5-bis, primo comma, del D.Lgs. n. 446/1997, cioè come differenza tra:

  1. i contributi erogati a norma di legge, purché non correlati a costi indeducibili, le variazioni delle rimanenze di cui agli artt. 92 e 93 del TUIR, e l’ammontare dei ricavi di cui all’art. 85, primo comma, lettere a), b), f) e g), del TUIR (cessioni di beni e prestazioni di servizi; cessioni di materie prime, sussidiarie e semilavorati; indennità a titolo di risarcimento; contributi spettanti in base a contratto);

  2. i componenti negativi tipici della gestione caratteristica, fatta eccezione per le spese per il personale dipendente ed assimilato, per le svalutazioni e per gli oneri diversi di gestione (comprendendo i costi per materie prime, sussidiarie e di consumo, per le merci e i servizi, al netto di resi, sconti, abbuoni e premi commerciali, nonché le quote di ammortamento e i canoni di locazione finanziaria dei beni strumentali ed immateriali).

Questi costi devono essere individuati sulla base della classificazione civilistica di bilancio, ad eccezione dei costi per servizi, da identificarsi secondo il D.M. 17.1.1992.

Sono indeducibili nella…

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