Scioglimento di società di persone e plusvalenze per i soci

di Sandro Cerato - Il Caso del Giorno

Pubblicato il 11 novembre 2013

la mancata ricostituzione della pluralità dei soci nelle società di persone non dà sempre luogo all'emersione di plusvalenze imponibili per i soci in sede di scioglimento della società

Può essere causa di estinzione del rapporto societario nelle società di persone, oltre all’esercizio del diritto di recesso, anche la fattispecie dell’esclusione di cui agli artt. 2286 e 2288 c.c. e del decesso del socio: in tal caso, vi è l’obbligo in capo ai soci superstiti di procedere, alternativamente, allo scioglimento della società, ovvero alla liquidazione della quota agli eredi, se lo statuto non acconsenta alla prosecuzione dell’attività sociale con quest’ultimi. Qualora, al verificarsi delle suddette ipotesi, venga anche meno la pluralità dei soci, potrebbe verificarsi, a norma dell’art. 2272 n. 4, c.c., una causa di scioglimento: la società si scioglie quando viene a mancare la pluralità dei soci, se nel termine di sei mesi questa non è stata ricostituita”.

Pertanto, affinché non si verifichi lo scioglimento societario, è necessario che entro il termine di sei mesi, il socio superstite provveda alla ricostituzione della pluralità dei soci. Da un punto di vista prettamente operativo accade che, nel semestre successivo al venir meno della