Strumenti deflattivi del contenzioso: si allargano le possibilità di compensazione di quanto dovuto dal contribuente

L’art. 9, del D.L. n.35 dell’8 aprile 2013, appena convertito, con modificazioni, in legge n. 64 del 6 giugno 2013, titolato “Compensazioni tra certificazioni e crediti tributari”, ha confermato l’integrazione del D.P.R. n. 602/73, aggiungendo dopo l’art. 28-quater, l’art. 28-quinquies “Compensazioni di crediti con somme dovute in base agli istituti definitori della pretesa tributaria e deflativi del contenzioso tributario”.
Detta norma prevede che i crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, maturati al 31 dicembre 2012 nei confronti dello Stato, degli enti pubblici nazionali, delle regioni, degli enti locali e degli enti del Servizio sanitario nazionale per somministrazione, forniture e appalti, possono essere compensati, con l’utilizzo del sistema previsto dall’art. 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, ed esclusivamente attraverso i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle entrate, con le somme dovute a seguito di:

accertamento con adesione;

definizione degli inviti a comparire;

definizione dei pvc;

acquiescenza;

definizione agevolata delle sanzioni;

conciliazione giudiziale;

mediazione.

 
E’ necessario che il credito sia certificato ai sensi dell’art.9, c. 3-bis, del D.L n. 185, del 29 novembre 2008, convertito, con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n.2, o ai sensi dell’art.9, c. 3-ter, lett. b), u.p., del medesimo decreto.
La compensazione è trasmessa immediatamente con flussi telematici dall’Agenzia delle entrate alla piattaforma elettronica per la gestione telematica del rilascio delle certificazioni, predisposta dal Ministero dell’economia e delle finanze – Dipartimento della ragioneria generale dello Stato, con modalità idonee a garantire l’utilizzo univoco del credito certificato. Qualora la regione, l’ente locale o l’ente del Servizio sanitario nazionale non versi sulla contabilità speciale numero 1778 “Fondi di bilancio” l’importo certificato entro sessanta giorni dal termine indicato nella certificazione, la struttura di gestione di cui all’art. 22, c. 3, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, trattiene l’importo certificato mediante riduzione delle somme dovute all’ente territoriale a qualsiasi titolo, a seguito della ripartizione delle somme riscosse ai sensi dell’art. 17, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.
Nel caso in cui il recupero non sia possibile, la suddetta struttura di gestione ne dà comunicazione ai Ministeri dell’interno e dell’economia e delle finanze e l’importo è recuperato mediante riduzione delle somme dovute dallo Stato all’ente territoriale a qualsiasi titolo, incluse le quote dei fondi di riequilibrio o perequativi e le quote di gettito relative alla compartecipazione a tributi erariali. I termini e le modalità di attuazione delle disposizioni indicate sono rinviate ad un successivo decreto del Ministro dell’economia e delle finanze.
Vediamo, sinteticamente, quali sono le regole per gli istituti interessati dalla norma appena introdotta.
 
ACCERTAMENTO CON ADESIONE
Il versamento delle somme dovute per effetto dell’accertamento con adesione di cui al D.Lgs. n. 218/97 è eseguito entro venti giorni dalla redazione dell’atto di cui all’art. 7, con versamento integrale del dovuto ovvero rateizzato (massimo otto rate trimestrali di pari importo fra loro, ovvero di dodici rate in caso di pagamenti di somme superiori a €. 51.646,00 (100 milioni delle vecchie lire). In caso di opzione per il pagamento rateale, il contribuente deve versare, entro venti giorni dalla data di redazione dell’atto di adesione, solo l’importo della prima rata.
 
DEFINIZIONE INVITI A COMPARIRE
Il D.L. n. 185 del 28 novembre 2008, convertito in legge n. 2/2009, ha modificato l’art. 5 del D.Lgs. n. 218/97, inserendo il comma 1-bis, attraverso il quale il contribuente …

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