Come si contabilizza il costo del personale

di Celeste Vivenzi

Pubblicato il 7 giugno 2013

un interessante approfondimento, molto utile: attraverso il presente contributo si intende analizzare le principali voci del costo del personale con lo scopo di offrire una metodologia corretta pratica di controllo prima della chiusura definitiva dei conti relativa all'anno 2012

Premessa generale

Al fine di rispettare il dettato del codice civile in materia di predisposizione del bilancio (principi redazione art. 2423, 2423-bis e 2424-bis e principio OIC. n. 19) si devono contabilizzare nei costi d'esercizio tutte le somme a qualsiasi titolo maturate dai lavoratori dipendenti nel corso dell’esercizio contabile, anche se materialmente non corrisposte. Attraverso il presente contributo si intende analizzare le principali voci del costo del personale con lo scopo di offrire una metodologia corretta pratica di controllo prima della chiusura definitiva dei conti relativa all’anno 2012.

 

Retribuzioni e contributi del mese di Dicembre

Se le retribuzioni relative al mese di Dicembre (comprese le tredicesime e i relativi contributi) non sono state contabilizzate occorre imputarle al relativo costo di competenza attraverso le scritture integrative di fine anno.

 

Premio Inail

Come noto entro il 16 febbraio dell'anno successivo il datore di lavoro provvede al pagamento del saldo dell'anno precedente e dell'acconto del corrente anno del Premio Inail. A fine esercizio il saldo del premio versato nell'anno successivo deve essere imputato al costo Inail di competenza.

 

Ferie non godute

Come noto l'art. 36 della nostra Carta Costituzionale stabilisce che “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi”. Il legislatore, D.Lgs. n. 66/2003, ha provveduto a regolamentare tale istituto stabilendo che: “il periodo legale di ferie annuali previste va goduto per almeno due settimane, consecutive in caso di richiesta del lavoratore, nel corso dell'anno di maturazione e, per le restanti due settimane, nei 18 mesi successivi al termine dell'anno di maturazione”. È stabilito, inoltre, come la contrattazione collettiva possa, nell'autonomia delle parti, derogare in meglio rispetto alla disciplina legale prevedendo un periodo aggiuntivo di ferie annuali.

Alla luce di quanto sopra occorre iscrivere in bilancio l’ammontare del costo relativo alle ferie maturate in favore dei dipendenti e non ancora liquidate o godute comprensivo della retribuzione lorda e dei contributi sociali a carico dell’impresa (ipotizzando che alla data di chiusura del bilancio i dipendenti siano tutti licenziati).

 

Permessi ed ex festività non goduti

I permessi non goduti entro l’anno di maturazione, a seconda di quanto previsto dallo specifico contratto collettivo, possono decadere e quindi essere pagati con la normale retribuzione di fatto in atto al momento della scadenza oppure essere goduti in un periodo successivo. Nel secondo caso dovrà essere rilevato il costo di competenza dell’esercizio comprensivo degli oneri sociali a carico del datore di lavoro. Questo vale anche per il caso dei permessi concessi in sostituzione delle quattro ex festività abolite (S. Giuseppe, Ascensione, Corpus Domini e SS. Apostoli Pietro e Paolo).

 

Mensilità aggiuntive

A fine anno deve essere rilevato l’importo delle mensi