La class action entra nel rito tributario

di Valeria Fusconi

Pubblicato il 6 aprile 2013

una recente sentenza della Cassazione ha aperto anche ai processi tributari la possibilità di "class action", cioè di ricorso cumulativo da parte di più contribuenti

La “class action” entra nel rito tributario.

Secondo La Corte di Cassazione (sentenza n. 4490 del 22.02.2013) è legittimamente proponibile un unico ricorso cumulativo da parte di diversi contribuenti contro diverse cartelle di pagamento ove le stesse abbiano ad oggetto identica questione, in quanto nelle disposizioni che regolano il processo tributario non vi sono norme che impediscano l’azione giudiziaria cumulativa. Con una interessante ed articolata sentenza, gli Ermellini affrontano nuovamente la controversa questione della legittimità dei ricorsi cumulativi nel rito tributario, schierandosi definitivamente dalla parte dei contribuenti e dell’abbattimento delle spese legali e, comunque, sposando la tesi già sostenuta in precedenti pronunciamenti che, tuttavia, limitavano la riunione ai casi in cui il ricorso era fondato su questioni di diritto (Cass. 21955/2010) e non di fatto, ovvero solo in caso di identiche questioni di fatto e di diritto (Cass. n. 10578/2010 e n. 14378/2010). Ma non va trascurato neanche l’orientamento contrario, espresso con la sentenza n. 14378/2010, con la quale la Corte - giudicando inammissibile il ricorso cumulativo di alcuni liberi professionisti che chiedevano il rimborso dell’Irap – ha ritenuto che nel processo tributario le ipotesi di litisconsorzio necessario e facoltativo ricorrono quando si sia di fronte ad un unico atto impositivo dal caratt