Accessi multipli ma singola autorizzazione

per accedere più volte presso i locali in cui opera il contribuente, ai funzionari del fisco basta un singolo atto autorizzativo

La Corte di Cassazione con la sentenza n.1444 del 22 gennaio 2013 ha ritenuto che basti una sola autorizzazione in presenza di accessi ripetuti.

Il fatto

Gli accessi della Guardia di finanza presso la sede della società erano stati due, a distanza di tempo l’uno dall’altro, con un unico ordine di accesso.

La sentenza

L’art. 52, del D.P.R. n. 633 del 1972, 52 prevede per l’accesso dei verbalizzanti nella sede della impresa la necessità di una autorizzazione rilasciata dal capo dell’Ufficio da cui dipendono, “ma non richiede che l’atto sia reiterato per ogni singolo accesso ispettivo, ben potendo essere la autorizzazione rilasciata in via preventiva per una pluralità di accessi ispettivi, quindi, come nella fattispecie, l’effettuazione della verifica per la sua complessità richieda più di un atto di questo tipo, non venendo per questo meno la unitarietà complessiva della operazione, ne potendosi ravvisare una lesione dei diritti di difesa del contribuente (cfr. Cass., n. 16661/2011)”.

La sentenza quindi fa venire meno le lamentele avanzate dal contribuente, secondo cui l’ordine dei servizio utilizzato per il primo accesso non era valido anche per il secondo, non potendo tale atto avere durata illimitata.

 

Brevi note tecniche

Con il termine accesso si suole indicare semplicemente e solamente l’ingresso dei verificatori nei locali ove il contribuente svolge la propria attività, ovvero nei casi e nei modi tassativamente previsti dalla legge, presso l’abitazione del contribuente.

Nella prassi degli uffici il termine accesso è utilizzato per indicare una visita di breve durata presso il contribuente ( o nel luogo ove sono tenute le sue scritture contabili), poiché questa modalità istruttoria è comunemente utilizzata per effettuare riscontri e controlli riguardanti ” conti ” specifici o comunque circostanze ben determinate (in pratica l’accesso breve o mirato sostituisce il questionario in quanto rende più agevole, spedito e snello il controllo, consentendo di constatare, direttamente, le caratteristiche concrete dell’attività svolta).

In generale, viene ora inteso come accesso l’intervento specifico e non protratto nel tempo, finalizzato all’acquisizione di materiale istruttorio e compiuto sulla scorta delle ricerche preliminarmente svolte presso l’ufficio.

L’accesso consente, quindi, di procedere, nei luoghi ove il contribuente svolge la propria attività, a ispezioni documentali, ricerche di atti e documenti, verifiche, e a ogni altra indagine utile ai fini dell’accertamento.

È inoltre possibile accedere presso aziende ed istituti di credito o uffici postali con i quali il contribuente intrattiene rapporti (conti correnti, libretti di deposito…).

I diversi interventi di prassi che si sono succeduti nel corso di questi ultimi anni operano una distinzione tra:

  • accessi mirati, che comportano l’esame della corretta rappresentazione, da parte del contribuente, di fatti e circostanze fiscalmente rilevanti nei documenti contabili e nelle dichiarazioni fiscali, con la conseguente eventuale evidenziazione di recuperi d’imposte non dichiarate;

  • accessi brevi, che si risolvono nel mero reperimento e riscontro di dati.

 

Gli accessi brevi sono ritenuti “finalizzati anche al rafforzamento della presenza sul territorio” (in alternativa alla Guardia di Finanza).

 

Modalità di esecuzione dell’attività esterna

L’accesso da parte dei verificatori può essere effettuato solo con apposita autorizzazione scritta, rilasciata dal capo dell’ufficio che ordina la verifica.

Sul punto si rileva che la CTC, con decisione n. 5901 del 9 ottobre 1989, ha ritenuto illegittimo l’ordine di accesso impartito telefonicamente, e la Corte di Cassazione, con sentenza n. 15209 del 30 novembre 2000, dep. il 29 settembre 2001, ha statuito che “dall’interpretazione dell’art. 52, comma 1, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, si rileva chiaramente che esso prescrive un intervento preventivo dell’autorità che deve disporre l’accesso;…

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