Il nuovo regime di riporto delle perdite

di Antonino & Attilio Romano

Pubblicato il 19 giugno 2012

con Unico 2012 debutta il nuovo regime di riporto delle perdite fiscali: ecco una guida alle principali novità ed alla loro applicazione pratica in dichiarazione

Tra le principali novità normative ed interpretative in materia di reddito d'impresa e dell'imposta regionale sulle attività produttive merita essere rivisitata quella riferita al riporto delle perdite pregresse di cui all'articolo 84 del D.P.R. 22.12.1986, n. 917. Le modifiche alla disciplina potranno avere ricadute sia sulla compilazione dei relativi modelli di dichiarazione UNICO 2012, sia sul calcolo delle somme dovute a titolo di saldo e acconto per i periodi d'imposta, per il periodo d'imposta 2012. L'argomento è stato trattato da uno specifico paragrafo della circolare ASSONIME numero 18 diramata in data 11 giugno scorso che integra le istruzioni ufficiali diramata dall'Agenzia delle entrate con circolare n. 53 del 6 dicembre 2011.

 

Il nuovo regime di riporto delle perdite

Aspetti generali

Come noto, ai fini della corretta determinazione della base imponibile del 2011 assumono anzitutto rilevanza le nuove regole di riporto a nuovo delle perdite pregresse introdotte, previa modifica dell'art. 84 del TUIR, dall'art. 23, c. 9, del d.l. n. 98/2011.

L’articolo 23, comma 9, del decreto legge n. 98 del 2011, recante “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” (c.d. Manovra correttiva 2011), convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, ha introdotto alcune modifiche al regime fiscale delle perdite d’impresa in ambito IRES. Le novità riguardano, in particolare, i commi 1 e 2 dell’articolo 84 del TUIR, che disciplinano rispettivamente le modalità di riporto a nuovo delle perdite:

- di periodo;

- dei primi tre periodi d’imposta dalla data di costituzione.

 

In particolare, il comma 1 dell’articolo 84 introduce “a sistema” un nuovo regime di riporto delle perdite fiscali, prevedendo in ciascun periodo un limite al relativo impiego in misura non superiore all’ottanta per cento del reddito imponibile. Tale previsione risponde alla duplice esigenza di escludere, da un lato, un limite temporale alla possibilità di riportare le perdite, e di introdurre, dall’altro, un limite quantit