Il nuovo regime del riporto delle perdite fiscali

Il nuovo regime del riporto delle perdite fiscaliCome noto, l’articolo 23, comma 9, del D.L. n. 98/2011, ha profondamente modificato l’articolo 84, commi 1 e 2, TUIR.

Nello specifico è stato completamente rivisto il regime di riporto delle perdite fiscali proprio dei soggetti IRES, vale a dire delle società di capitali, degli Enti commerciali nonché delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti.

In pratica la novellata disciplina ha allargato la tolleranza dei termini precedenti, prevedendo che le perdite fiscali conseguite in un periodo di imposta vengano calcolate in diminuzione dei redditi dei periodi successivi senza limiti di tempo.

Ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di Bilancio (Legge n. 145/2018), tale regime è stato ulteriormente revisionato, tanto che,con effetto dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31.12.2017, è previsto il riporto illimitato delle perdite anche per tutti i soggetti IRPEF, a prescindere dal regime contabile adottato, secondo le regole già vigenti per le Srl.

Con questo Approfondimento cerchiamo di definire le nuove regole e riassumere, più in generale, la disciplina del riposto delle perdite fiscali.

Quadro normativo generale

Come premesso, le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2019 integrano un quadro normativo già oggetto di profonda modifica nel 2011 allorquando, con il D.L. n. 98, il Legislatore revisionò completamente il meccanismo di riporto a nuovo delle perdite fiscali per i soggetti IRES.

Nel dettaglio, rispetto la previgente disciplina:

• è stato escluso il limite temporale per la riportabilità delle perdite di un periodo d’imposta;

• è stato introdotto un limite quantitativo all’imputazione della perdita in diminuzione del reddito imponibile di ciascun periodo d’imposta costituito dall’80% del reddito imponibile di ciascuno di essi;

• è sta introdotta l’esclusione, per le imprese di nuova costituzione, del limite quantitativo dell’80%, in relazione alle perdite prodotte nei primi tre anni; in altre parole è stata concessa la possibilità di scomputare le perdite, prodotte nei primi tre anni, in diminuzione del reddito imponibile in misura piena.

In termini pratici la situazione è questa:

Tipo perdita

Regime ante D.L. n. 98/11

Regime post D.L. n. 98/11

Limitazioni

Limitazioni

Temporali

Quantitative

Temporali

Quantitative

Entro i tre anni dalla costituzione

Nessuno

Entro il reddito imponibile

Nessuno

Entro il reddito imponibile

Dal quarto anno di costituzione

5 anni dal conseguimento

Entro il reddito imponibile

Nessuno

80% reddito imponibile

Tale nuova disciplina è espressamente rivolta a:

1. società a responsabilità limitata, società cooperative e di mutua assicurazione, società per azioni e in accomandita per azioni, nonché società europee di cui al Regolamento CE n. 2157/2001, e società cooperative europee di cui al Regolamento CE n. 1435/2003, residenti nel territorio dello Stato;

2. Enti privati e pubblici diversi dalle società, nonché trust, residenti nel territorio dello Stato, che hanno per oggetto esclusivo o principale l’esercizio di attività commerciali;

3. società ed Enti, di ogni tipo, compresi i trust, con o senza personalità giuridica, non residenti nel territorio dello Stato.

Di conseguenza si ritengono esclusi dal contesto:

1. i soggetti IRPEF in contabilità ordinaria (titolari di impresa individuale o soci di società trasparenti), per i quali si applica la disciplina ex articolo 8, comma 3, del TUIR, in base alla quale è concesso il riporto delle perdite, e il relativo utilizzo, ad abbattimento di redditi della stessa natura, ovvero il riporto nei successivi periodi d’imposta, ad abbattimento dei medesimi redditi, ma non oltre il quinto;

2. i soggetti IRPEF in contabilità semplificata, per i quali lo scomputo delle perdite è concesso…

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