Il riporto delle perdite nella dichiarazione dei redditi

La Legge di bilancio 2019 ha modificato il regime di utilizzo delle perdite pregresse dei soggetti Irpef equiparandolo a quello dei soggetti Ires (limiti di utilizzo pari all’80% del reddito che incrociano; nessun limite di utilizzo per le perdite generate nei primi tre periodi dell’attività) introducendo, contestualmente, un regime transitorio in relazione alle perdite delle imprese minori.
Vediamo come avviene la compilazione della dichiarazione dei redditi.

Riporto perdite fiscali in dichiarazione redditi
riporto perdite dichiarazione redditiCome noto, la Legge di bilancio 2019 ha modificano, con effetto retroattivo al 1/01/2018:

 

Art. 8 comma 1 Tuir
Il reddito complessivo si determina sommando i redditi di ogni categoria che concorrono a formarlo e sottraendo le perdite derivanti dall’esercizio di arti e professioni.

Non concorrono a formare il reddito complessivo dei percipienti i compensi non ammessi in deduzione ai sensi dell’articolo 60.

 

Art. 8 comma 3 Tuir
Le perdite derivanti dall’esercizio di imprese commerciali e quelle derivanti dalla partecipazione in società in nome collettivo e in accomandita semplice sono computate in diminuzione dei relativi redditi conseguiti nei periodi d’imposta e, per la differenza, nei successivi, in misura non superiore all’80 per cento dei relativi redditi conseguiti in detti periodi d’imposta e per l’intero importo che trova capienza in essi.

Si applicano le disposizioni dell’articolo 84, comma 2, e, limitatamente alle società in nome collettivo ed in accomandita semplice, quelle di cui al comma 3 del medesimo articolo 84.

Come precisato dall’Agenzia nella citata Circolare n. 8/E, le regole per il riporto delle perdite dei soggetti IRPEF sono state “avvicinate” al regime fiscale previsto per i soggetti IRES, a prescindere dal regime contabile adottato.

Di conseguenza, per le perdite derivanti da tali soggetti è prevista:

  • la compensazione esclusivamente con redditi d’impresa (e non anche con altri redditi di categoria diversa);

e

  • per l’eccedenza il riporto ai periodi successivi (senza limiti temporali) in misura non superiore all’80% del reddito conseguito nel periodo in cui la perdita è compensata.

 

Riporto delle perdite per lavoratori autonomi

Per le perdite realizzate da lavoratori autonomi continua a trovare applicazione:

  • la compensazione con altri redditi (di qualsiasi natura);
  • l’impossibilità del riporto dell’eventuale eccedenza ai periodi successivi.

 

Primi tre periodi d’imposta

Le perdite realizzate nei primi 3 periodi d’imposta dalla data di costituzione possono essere computate in diminuzione del reddito complessivo dei periodi d’imposta successivi:

  • entro il limite del reddito imponibile di ciascuno di essi;
  • per l’intero importo che trova capienza nel reddito imponibile di ciascuno di essi;

a condizione che si riferiscano ad una nuova attività produttiva.

[CONTINUA]

 

A cura di Devis Nucibella

Mercoledì 14 ottobre 2020

 

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