Il progetto di riforma delle sanzioni tributarie

di Alessandro Borgoglio

Pubblicato il 23 maggio 2012

la delega fiscale che il Governo intende approvare prevede un generale riordino del sistema delle sanzioni tributarie; ci sarà particolare attenzione alle sanzioni accessorie ai reati tributari

La bozza dello schema di disegno di legge delega per la revisione del sistema fiscale prevede anche la riforma del sistema sanzionatorio sia penale che amministrativo.

Si tratta di una rivisitazione necessaria di un coacervo normativo quanto mai “singolare”, se si pensa ai complicati criteri di calcolo per la determinazione delle sanzioni amministrative pecuniarie previste dai decreti legislativi 471 e 472 del 1997.

La stratificazione normativa successiva, tesa a premiare il comportamento di chi aderisce alle contestazioni dell’Ufficio o rinuncia al contenzioso (PVC, accertamento con adesione, conciliazione, etc), ha portato alla situazione attuale in cui, di fatto, le sanzioni piene non vengono praticamente mai irrogate, e ciò anche quando sia palese e grave il comportamento evasivo del contribuente (costi fittizi, versamenti bancari in contanti non giustificati, etc).

Lo stesso presidente del CNDCEC, in una intervista del 2009, aveva dichiarato, infatti, che “Un passo fondamentale sarebbe però quello di spingere finalmente il sistema tributario nella direzione … di un fisco leggero e di sanzioni pesanti. Invece, salvo sporadiche e circoscritte eccezioni, abbiamo assistito a una deriva in senso opposto: un fisco sempre più pesante e sanzioni sempre più leggere”.

 

Nuove sanzioni penali

Nell’auspicata direzione sembrerebbe andare l’articolo 9 della bozza di ddl delega, che prevede, innanzitutto, la riforma del sistema sanzionatorio penale secondo criteri di predeterminazione e proporzionalità rispetto alla g