Accertamento sintetico uguale contraddittorio obbligatorio

Una interessante sentenza della CTR di Bari (sent. 27 gennaio 2012, n. 9) ha stabilito il principio che l’ufficio finanziario è “obbligato” ad instaurare il contraddittorio con il contribuente sottoposto ad accertamento sintetico, così come previsto dall’art. 38 del Dpr n. 600 del 1973.

 

Normativa applicabile

L’accertamento del reddito complessivo netto delle persone fisiche determinato sinteticamente è regolato dall’art. 38, cc. 4 e 5, del D.P.R. n. 600 del stabilisce al settimo comma l’obbligo per l’ufficio, che procede alla determinazione sintetica del reddito complessivo, di invitare il contribuente a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell’accertamento.

Nel senso previsto dalla norma citata si è espressa anche l’Amministrazione finanziaria che con la circolare n. 47/E del 9 agosto 2007, recante istruzioni operative agli uffici in tema di accertamento determinato sinteticamente, ha previsto che “è necessario preliminarmente notificare una comunicazione informativa circa gli elementi di capacità contributiva disponibili per il periodo d’imposta oggetto di controllo e del relativo reddito complessivo netto accertabile determinato sinteticamente…”. In particolare, oltre a fornire indicazioni operative sulle modalita’ di selezione dei soggetti in relazione ai quali gli uffici dispongono di elementi che lasciano ritenere il conseguimento di maggiori redditi, vengono date puntuali direttive al fine di pervenire ad una determinazione del reddito che tenga conto delle argomentazioni ed elementi di valutazione forniti dal contribuente

Quanto sopra trova ulteriore conferma nel dettato dell’art. 6 c. 5 dello Statuto del contribuente (Legge n. 212 del 2000), secondo cui l’ufficio, prima di procedere alle iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione dei tributi risultanti da dichiarazione, deve provvedere al preventivo invio dell’invito al contribuente a fornire chiarimenti, pena la nullità dei provvedimenti inviati.

Sul tema in esame il Dpr n. 78/2010 ha introdotto il nuovo accertamento sintetico che tra le novità prevede proprio l’obbligatorietà del contraddittorio preventivo prima dell’emissione dell’accertamento sintetico. In particolare, il legislatore ha inteso fondare il “nuovo” accertamento sintetico del reddito delle persone fisiche su elementi di capacità contributiva indicati in modo espresso in un decreto ministeriale, nonché su spese di qualsiasi genere sostenute nel corso del periodo di imposta (c.d. spesometro). Il nuovo redditometro si riferisce ai redditi per i quali alla data del 31 maggio 2010, giorno di entrata in vigore del D.L n. 78/2010, non era ancora scaduto il termine per la presentazione della dichiarazione.

Nell’ambito delle novità introdotte con l’istituto della mediazione tributaria di cui al D.L. n. 98 del 2011, si segnala la facoltà concessa al contribuente di attivare l’accertamento con adesione prima di proporre il reclamo. Com’è noto il legislatore con il decreto legge n. 98/11 ha previsto l’entrata in vigore a partire dal 2 aprile 2012 nel rito tributario degli istituti del reclamo e della mediazione. Questi ultimi rappresentano indubbiamente due mezzi per deflazionare il contenzioso, che si pongono in alternativa alla conciliazione giudiziale di cui all’art. 48 del D Lgs n. 546/92, e si applicano alle liti di valore non superiore a venti mila euro in ordine ad atti emanati dall’Agenzia delle entrate1.

 

Il caso

Il contribuente, proprietario di alcuni terreni e fabbricati, impugnava un accertamento con cui l’Agenzia delle entrate aveva rideterminato sinteticamente per l’anno 2004 il reddito ai fini Irpef e addizionali regionale e comunale, con irrogazione di sanzioni. In particolare, nel ricorso lo stesso contribuente eccepiva l’omessa instaurazione del contraddittorio preventivo da parte dell’ufficio e che gli incrementi determinati erano inesistenti in quanto i pagamenti effettuati negli atti di acquisto degli immobili…

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