Le scelte da compiere per aderire o difendersi da un accertamento esecutivo

Come è noto, l’art. 29, del D.L. n. 78 del 31 maggio 2010, convertito, con modificazioni, in legge n. 122 del 30 luglio 2010, ha concentrato la fase della riscossione nell’accertamento, ridisegnando l’atto.
L’art. 23, c. 30, del D.L. 6 luglio 2011, n.98, convertito in Legge n.111 del 15 luglio 2011, ha consentito l’effettiva entrata in vigore del cd. Accertamento esecutivo a far data dagli atti emessi dal 1° ottobre 2011.
Di contro, l’art.17-bis, del D.Lgs.n.546/92, ha previsto, per le controversie di valore non superiore a ventimila euro, relative ad atti dell’Agenzia delle entrate, notificati a decorrere dal 1° aprile 2012, l’istituto del reclamo/mediazione, pena l’inammissibilità del ricorso (cfr. le istruzioni operative diramate dalla circolare n. 9/E del 19 marzo 2012).
Vediamo, quindi, alla luce dell’introduzione del nuovo istituto del reclamo/mediazione i quali sono le possibili scelte che il contribuente può fare, dopo la notifica dell’avviso di accertamento.
 
Le scelte da compiere
Rileviamo quali possono essere le scelte che può compiere il contribuente davanti alla notifica di un atto di accertamento esecutivo.
 
Definizione dell’accertamento con riduzione delle sanzioni a un sesto (art. 15 c. 2 bis D.lgs. n. 218/1997)
Se il contribuente rinuncia a presentare ricorso o istanza di accertamento con adesione può definire per intero l’accertamentoin maniera agevolata. In questo caso, ottiene la riduzione ad un sesto delle sanzioni.
Per ottenere l’agevolazione è necessario versare le somme complessivamente dovute per le imposte, sanzioni e interessi entro il termine per presentare ricorso.
La riduzione delle sanzioni a un sesto è riconosciuta anche al contribuente che decide di pagare l’accertamento a rate. Anche in questo caso è necessario effettuare il versamentodella prima rata entro il termine per presentare ricorso. La sanzione da pagare non può essere, in ogni caso, inferiore a un sesto della somma dei minimi edittali, cioè degli importiminimi previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
 
Definizione delle sole sanzioni con riduzione a un terzo (art. 17 D.lgs. n. 472/1997)
Se il contribuente rinuncia alla definizione agevolata dell’intero accertamento, può comunque definire le sole sanzioni, riservandosi la possibilità diimpugnare l’accertamento solo per le maggiori imposte, fermo restando che le sanzioni già versate non possono essere rimborsate. In questo caso, ottiene la riduzione delle sanzioni ad un terzo di quelle irrogate, a condizione che effettui il versamento entro il termine per presentare ricorso.
La sanzione da pagare non può essere, in ogni caso, inferiore ad un terzo della somma dei minimi edittali, cioè degli importi minimi previsti per le violazioni più gravi relative a ciascun tributo.
 
Accertamento con adesione (art. 6 c. 2 D.lgs. n. 218/1997)
Il contribuente può presentare istanza di accertamento con adesione se non definisceper intero l’accertamento, per instaurare un contraddittorio con l’Ufficio, in cui sono valutati gli elementi o i dati forniti dalcontribuente. In caso di adesione le sanzioni sono ridotte a un terzo.
E’ possibile presentare istanza di accertamento con adesione anche se sono state definite lesole sanzioni.
L’istanza va inviata o consegnata all’Ufficio in intestazione, entro il termine per presentarericorso, in carta libera ed indicando un recapito (indirizzo, anche di posta elettronica, enumero di telefono).
Il termine per presentare ricorso è sospeso comunque per 90 giorni dalla data di presentazione dell’istanza. Se il contribuente presenta ricorso questo vale come rinunciaautomatica all’istanza di adesione.
 
Mediazione, ricorso e riscossione a titolo provvisorio (D.lgs. n. 546/1992 e DL n. 78/2010…

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