L’accertamento esecutivo: un quadro di riferimento operativo

di Giuseppe Pagani

Pubblicato il 17 marzo 2012

la concetrazione dell'accertamento nella riscossione rappresenta una svolta epocale nel contenzioso tributario, pubblichiamo un approfondimento di 12 pagine che illustra le diverse strategie difensive che il contribuente soggetto ad accertamento può attuare

1. Premessa

L'istituto dell'accertamento esecutivo, introdotto dall'articolo 29 del decreto legge n°78 del 31 maggio 2010, teso ad accelerare il recupero coattivo dei crediti di natura tributaria, se da un lato dovrebbe costituire un sistema di indubbia efficacia per la salute delle casse erariali, dall'altro costituisce una seria “minaccia” per quelle dei contribuenti, specie laddove non debitamente conosciuto e sviscerato nei suoi aspetti fondamentali.

La repentina introduzione di tale sistema ha generato il suo sovrapporsi con quello preesistente, secondo modalità contraddistinte dai caratteri di “urgenza”, tipici delle manovre che si sono susseguite negli ultimi mesi, non adeguatamente bilanciate dai necessari interventi chiarificatori, di carattere interpretativo. Pertanto si ritiene utile il tentare di offrire un quadro sintetico di riferimento, dal quale trarre spunti di riflessione suscettibili di utilizzo nella pratica operativa.

L'introduzione della predetta fattispecie ha certamente rappresentato una riforma di carattere epocale del sistema di riscossione dei crediti erariali di natura tributaria. Per comprenderne appieno la portata innovativa, occorre tuttavia delineare un quadro di riferimento capace di evidenziare le differenze sostanziali che vanno a definire il nuovo sistema, rispetto a quello precedente: è appunto in tale prospettiva che si muoverà il presente contributo, cercando di chiarire le implicazioni pregnanti che gravano sui contribuenti.

 

2. Il sistema di riscossione preesistente

La riscossione coattiva delle imposte, nella versione antecedente la riforma in esame, peraltro tuttora vigente per certe tipologie di tributi, è fondata sull'iscrizione a ruolo delle imposte, in conseguenza delle attività di controllo eseguite ad opera degli uffici dell'amministrazione finanziaria preposti, con successiva consegna degli stessi ruoli all'esattore, che procede quindi all'incorporazione dei ruoli nelle cartelle di pagamento. Il “ruolo” è, di fatto, un elenco che viene redatto a seguito delle diverse attività di controllo, formale o sostanziale, nel quale (art. 12 d.p.r. n. 602/73 e art. 1 DM n. 321/99)vanno indicati l'ente creditore, la specie del ruolo (ordinario o straordinario), i dati anagrafici del debitore, l'anno ed il periodo di riferimento del credito erariale, la data di consegna al concessionario della riscossione, ed altri elementi residuali, utili a sintetizzare e descrivere la pretesa tributaria. In un tale sistema il contribuente può adire i giudici tributari, sia con riferimento agli atti impositivi emessi dall'amministrazione finanziaria, che con riguardo alle successive cartelle di pagamento, emesse dall'esattore : queste ultime hanno la funzione di portare a conoscenza dei contribuenti i ruoli, che di per sé sarebbero atti interni all'amministrazione finanziaria. Va tenuto presente che la cartella di pagamento, ai sensi dell'articolo 25 del d.p.r. n. 602/73, va notificata dal Concessionario della riscossione al debitore, entro il 31 dicembre del secondo anno successivo a quello in cui l'accertamento è divenuto definitivo. La definitività dell'accertamento si concretizza una volta spirato il termine di 60 giorni dalla notifica dell'atto impositivo stesso, senza che il contribuente abbia presentato impugnazione, né abbia proceduto ad alcuna definizione.

Le contestazioni contro i ruoli1 possono essere espresse in sede di opposizione alle cartelle di pagamento che li contengono ...Queste ultime, in particolare, sono soggette ad impugnazione:

A) per “vizi propri”, quali, a mero titolo esemplificativo, la mancata indicazione del responsabile del procedimento, la mancata sottoscrizione della cartella, l'errata identificazione del debitore, ovvero errori di calcolo e quantificazione degli importi richiesti.... ;

B) per mancata notifica degli atti impositivi posti a fondamento delle stesse, ai sensi del disposto di cui al terzo comma dell'articolo 19, decreto legislativo n°546/'92 . La predetta disposizione recita infatti testualmente : “La mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato, ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo.”

Alla luce della riforma attuata recentemente, il sistema di cui si è appena detto permarrà in vigore, con esclusivo riferimento :

  • alle attività di controllo formale delle dichiarazioni (sino ad emanazione di appositi regolamenti governativi) ;

  • alle imposte cosiddette “d'atto” (imposta di registro, imposta di successione e imposte sulle donazioni).

Con riferimento, invece, ai controlli “sostanziali” eseguiti in materia di imposte sui redditi, iva ed irap, a far data dagli atti impositivi emessi dall' 01.10.2011, riferiti ai periodi d'imposta in corso al 31.12.2007 e successivi, è già in essere il nuovo sistema di riscossione coattiva, in base al quale :

_ scompaiono l'iscrizione a ruolo e la cartella di pagamento, che vengono ad essere entrambi “riassunti” dall'avviso di accertamento, atto che riassume in sé le caratteristiche di esecutività dapprima insite nel ruolo; all'atto impositivo così determinato, segue l'affidamento dei crediti ivi contenuti all'Agente della riscossione. Il citato “affidamento” consiste nella “presa in carico” da parte di Equitalia S.p.a., di flussi telematici contenenti, approssimativamente, le informazioni sino ad ora incluse nei ruoli... .

_ A decorrere dal momento della presa in carico dei crediti, l'Esattore potrà agire per la riscossione coattiva delle somme prese in carico .

 

3. Termini di pagamento e riscossione nel sistema ante riforma

Come si è avuto modo di descrivere sinteticamente, nel corso del precedente paragrafo, a seguito delle attività di controllo, formali o sostanziali, gli uffici emettono atti impositivi (controllo sostanziale), ovvero avvisi bonari (irregolarità da controllo formale). Orbene, mentre i controlli formali, se non definiti entro trenta giorni, sfociano in cartelle di pagamento, con riferimento ai controlli sostanziali, questi danno luogo ad avvisi di accertamento, in relazione ai quali i contribuenti possono, alternativamente provvedere:

  • alla presentazione di istanza di accertamento con adesione, entro il termine per la presentazione del ricorso (60 giorni dalla notifica...) ;

  • all'impugnazione dell'avviso di accertamento mediante ricorso, entro 60 giorni dalla notifica del medesimo atto impositivo, ovvero nel più ampio termine di 150 giorni dalla predetta notifica (fatta salva la sospensione feriale dei termini...), in caso si presentazione di istanza di accertamento con adesione ;

  • a non adottare alcun provvedimento, restando sostanzialmente inerti.

 

In caso di inerzia del contribuente, invece, gli uffici provvederanno ad iscrivere a ruolo il 100% delle somme pretese