L'eliminazione dei beni aziendali

Le problematiche relative all’eliminazione in oggetto sono collegate alle presunzioni di cessione ed acquisto contenute nelle norme di cui all’art. 53 del D.p.r. 633-72 integrate dal D.p.r. 441-1997 e dal D.p.r. 435-2001.
Per superare le presunzioni in oggetto il contribuente può esibire la seguente documentazione:
-fatture d’acquisto,scontrino fiscale con la descrizione del bene e l’indicazione del codice fiscale del soggetto acquirente,ricevuta fiscale appositamente integrata con tutti i dati utili allo scopo,documenti di trasporto;

in mancanza della documentazione citata anche l’annotazione nel libro giornale e nei registri iva (ovviamente la registrazione deve contenere i dati indicativi del bene, i dati del cedente…) può servire a superare la presunzione del fisco.
Si ricorda che non è indispensabile l’esibizione del DDT se entro le 24 ore si è in grado di esibire la fattura vera e propria. La consegna dei beni a terzi è importante che sia dimostrabile attraverso apposita documentazione: i.e. DDT, apposito registro (conto lavorazione, conto deposito…) come previsto dalla CM. 193/1998.

L’Amministrazione Finanziaria in base alla presenza o meno in azienda dei beni può presumere un ipotetico acquisto o un’ipotetica cessione in evasione d’imposta.
Per tale motivo è molto importante la “prova contraria“da parte del contribuente atta a dimostrare che gli stessi sono stati utilizzati nel processo produttivo, consegnati a terzi in comodato o in conto deposito o infine distrutti o perduti.
Per corroborare tale tesi è utile che i luoghi d’esercizio dell’attività siano debitamente comunicati al Registro Imprese e all’Agenzia delle entrate al fine di non far scattare la presunzione di cessione come stabilito dalla più recente giurisprudenza (sentenza Cassazione n.3435-2008) .
L’eliminazione del bene può avvenire per scelta volontaria (i.e. vendita o dismissione dal ciclo di produzione) o per motivi involontari (furto, smarrimento e distruzione).
 
ELIMINAZIONE VOLONTARIA DEI BENI
La normativa che disciplina questa casistica è contenuta nel DPR 441/97 e si può sintetizzare come segue.
 
PROCEDURA PRATICA

Comunicare l’operazione di distruzione alla locale Agenzia delle Entrate e al Comando della guardia di finanza competente almeno 5 giorni prima del giorno fissato per l’eliminazione.

La comunicazione deve contenere l’indicazione del luogo, della data, dell’ora, delle modalità di distruzione, la specificazione della quantità e della natura dei beni e l’ammontare del costo dei beni in base al prezzo di acquisto.

Nei casi particolarmente urgenti (i.e. pericolo per danni o salute ) è possibile derogare al termine dei 5 giorni ma in questo caso è necessaria la presenza di un Notaio che attesti sia la distruzione dei beni che i motivi posti a base dell’urgenza.

I Funzionari degli Uffici fiscali o il Notaio sono tenuti a redigere un apposito verbale dove vengono riportate la data, l’ora, la quantità dei beni ecc.; risulta consigliabile informare dell’operazione di distruzione dei beni anche il Collegio sindacale dell’impresa.

Se il costo dei beni da eliminare è inferiore a 10.000 euro in luogo del predetto verbale può essere redatta un’autocertificazione (il presente valore non è da rapportare ad anno ma riferito alla singola operazione di distruzione). Anche nel caso di eliminazione dei beni per un costo inferiore ai 10.000 euro da più parti si ritiene consigliabile provvedere alla Convocazione dei funzionari dell’Amministrazione fiscale. In effetti (nonostante nella pratica la Comunicazione non venga rispettata) è da ritenere che nel caso di distruzione dei beni fino a euro 10.000 l’esonero riguardi solo la redazione dell’apposito verbale (sostituito dall’autocertificazione) e non anche la presenza dell’…

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