E’ reato gonfiare le schede carburante

di Roberta De Marchi

Pubblicato il 14 febbraio 2012

attenzione alla prassi di autocompilare le schede carburante: se i dati delle schede non sono in linea coi dati della casa produttrice dell'autoveicolo, si rischia di incorrere in sanzioni penali e nel disconoscimento del valore della contabilità

Con sentenza n. 912 del 13 gennaio 2012 (ud. 1 dicembre 2011) la Corte di Cassazione – Sez. III Penale – si è occupata della sussistenza del reato di cui all’art. 2, del D.Lgs. n. 74/2000, concretatosinell'utilizzazione, al fine di evadere le imposte sui redditi ed il valoreaggiunto, di fatture e documenti per operazioni inesistenti o comunqueaumentate nell'importo (nel caso specifico, schede carburanti) e la conseguente indicazione, nella dichiarazionedei redditi e nelle dichiarazioni annuali relativeall'imposta sul valore aggiunto, di elementi passivi fittizi.

 

La decisione

La Corte rileva, innanzitutto, che la sentenza impugnata, mediante un legittimo richiamo per relationem alla decisione di primo grado, i cui contenuti ha fatto propri, ha chiaramente indicato gli incontestabili dati fattuali sui quali il giudice di prime cure è pervenuto all'affermazione di penale responsabilità nei confronti del ricorrente.

Si tratta, contrariamente a quanto indicato in ricorso, di dati obiettivi acquisiti attraverso "controlli incrociati" della documentazione fiscale e non di mere presunzioni del personale di polizia giudiziaria operante. Evidenziano infatti i giudici del gravame che detti accertamenti avevano permesso di accertare che gran parte della documentazione utilizzata per giustificare l'esistenza di costi portati in deduzione e relativi ad acquisto di carburanti era risultata falsa. In particolare, specificava la Corte territoriale, nelle "schede carburante" non risultavano riportati i chilometri percorsi con la vettura che il ricorrente aveva venduto, ostacolando ogni possibile verifica; l'esame documentale attestava la percorrenza di 1,73 chilometri per litro di gasolio, mentre il consumo medio dichiarato dalla casa costruttrice della vettura era di 15,60 chilometri per litro; i tre soci dell'impianto di distribuzione carburante ed unici gestori dello stesso avevano disconosciu