Le operazioni di buy back: aspetti operativi e contabili

Il buy back sulle azioni

L’acquisto di azioni proprie (denominato in inglese buy back) può aver luogo per i seguenti motivi:
• sostenere le quotazioni di mercato al fine di contrastare attacchi speculativi al ribasso;
• rastrellare azioni sociali disponibili sul mercato per difendersi da possibili scalate da parte di soggetti “non graditi” dal gruppo di comando della società;
• disporre di azioni proprie da scambiare con una partecipazione in un’altra società;
• liquidare ai prezzi correnti di mercato un socio che – potendo recedere dalla società – resterebbe danneggiato da un rimborso fatto al prezzo medio dell’ultimo semestre, quando
in tale periodo le quotazioni siano state particolarmente depresse;
– in vista di una riduzione di capitale sociale

Condizioni e limiti

Tutte le volte che non sia attuato in seguito ad una delibera di riduzione del capitale sociale, l’acquisto di azioni proprie è soggetto a particolari procedure, condizioni e limitazioni stabilite nell’art. 2357 del cod. civ. Questo prevede che l’acquisto:
1) sia autorizzato dall’assemblea dei soci con una delibera che indichi il quantitativo massimo di azioni proprie da acquistare, il periodo di validità dell’autorizzazione (che non potrà mai superare i 18 mesi), nonché il prezzo minimo e il prezzo massimo d’acquisto;
2) si mantenga nei limiti degli utili distribuibili e delle riserve disponibili risultanti dall’ultimo bilancio approvato;
3) abbia per oggetto azioni interamente versate.

E’ inoltre previsto uno specifico limite quantitativo: In pratica, fino a quando le azioni proprie resteranno nelle mani della società i dividendi ad esse corrispondenti andranno a favore degli altri azionisti. EFFETTI SUL DIRITTO DI VOTO Il diritto di voto, invece, rimane sospeso, ma i quorum richiesti per la validità dell’assemblea e per l’approvazione delle deliberazioni
si calcolano includendo nel capitale sociale anche le azioni proprie in possesso della società.

L’acquisto di azioni proprie postula l’esistenza di utili distribuibili o di riserve disponibili che vanno utilizzati per l’importo corrispondente alla somma investita nell’acquisto di azioni proprie per la costituzione di una riserva indisponibile denominata “RISERVA PER ACQUISTO AZIONI PROPRIE”.
La riserva resterà tale, fino all’alienazione delle azioni proprie in portafoglio.
Una volta riallocate sul mercato le azioni proprie si procederà allo svincolo della riserva indisponibile che potrà essere destinato, ad incrementare la “RISERVA STRAORDINARIA”
o altra riserva disponibile… ==> CONTINUA… LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE – 4 pagine – NEL PDF QUI SOTTO==>  

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vedi anche: L’acquisto di azioni proprie nelle SPA (ma anche l’assegnazione, l’eliminazione, l’aumento gratuito di capitale…)

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