Il factoring: aspetti operativi e contabili

Quadro di riferimento

Il factoring è una formula contrattuale di derivazione anglosassone che consiste nella cessione pro-solvendo o pro-soluto dei crediti di natura commerciale. In alcuni casi, però, la società di factoring può svolgere una pura operazioni di servizi. L’operazione, dunque, si può appalesare alternativamente o come un’operazione di smobilizzo dei crediti di natura commerciale, effettuata da una società bancaria o parabancaria o come operazione di servizi. Il ricorso al factoring richiede comunque un’attenta valutazione dei costi dell’operazione, sebbene l’intervento di una società terza cessionaria dei crediti, specializzata nell’attività di riscossione, rende in genere più rapido il processo di monetizzazione dei crediti.

Il factoring

Il factoring rappresenta una forma contrattuale che può svolgere una triplice funzione:
a) gestionale: la società di factoring svolge una vera è propria gestione dei ciclo attivo;
b) finanziaria: la società di factoring anticipa una parte consistente dei crediti di fornitura;
c) di servizio: la società di factoring svolge la funzione d’incasso per conto del clienti, similmente alla medesima funzione svolta dalla banca.

Quando la società di factoring svolge la funzione finanziaria di smobilizzo dei crediti di natura commerciale, quest’ultima può essere condotta secondo due formule principali:
1) factoring pro-solvendo: formula contrattuale che prevede il diritto di regresso del cessionario nei confronti del cedente in caso di crediti insoluti (with resource on the drawer);
2) factoring pro-soluto: formula contrattuale che prevede la cessione dei crediti, senza diritto di regresso del cessionario nei confronti del cedente in caso di insolvenza (without
resource on the drawer).

Sostanzialmente, nella prima formula (meno costosa) la società di factoring (cessionario) mantiene il diritto, in caso di insolvenza da parte del terzo debitore ceduto, di richiedere la restituzione della somma eventualmente anticipata al cedente, a seguito della cessione del credito; mentre nella seconda formula (più costosa) la cessione del credito, a prescindere dall’esito successivo, è definitiva e i costi di insoluto, sono a carico della società di factoring (cessionaria del credito).

Inoltre la società di factoring può svolgere una funzione di servizio, formula che ricorre quando la società di factoring, similmente alle operazioni di affidamento all’incasso di R.B. alle banche, cura semplicemente l’incasso per conto della società cliente.

Il Factoring pro-solvendo

Nel factoring pro-solvendo, l’ammontare del crediti ceduti a factoring, viene eliminato e sostituito dall’anticipo ricevuto dalla società di factoring. Tuttavia, poiché permane il rischio di regresso nei confronti del cedente, occorre rilevare, nel sistema supplementare dei rischi, l’ammontare dei crediti per i quali tale rischio resta operativo (si veda a proposito della rilevazione dei rischi di regresso il principio OIC n. 15).
Ad esempio, supponendo di dover rilevare una cessione di crediti a factoring per 400.000 Euro, con un anticipo del 80% dei crediti ceduti e con addebito di commissioni di factoring per 5.000 Euro e interessi passivi di smobilizzo per 12.000 Euro, a partita doppia avremo:

CONTINUA… LEGGI LA VERSIONE INTEGRALE – 4 pagine – NEL PDF QUI SOTTO==>

Scarica il documento allegato
Condividi:
Maggioli ADV
Gruppo Maggioli
www.maggioli.it
Per la tua pubblicità sui nostri Media:
maggioliadv@maggioli.it www.maggioliadv.it