Lo strumento del factoring, un’opportunità per le aziende

di Roberto Pasquini

Pubblicato il 30 aprile 2015



il factoring è uno strumento di credito sempre più utilizzato dalle aziende perchè, in una fase di crisi di liquidità, riesce a favorire lo smobilizzo dei crediti commerciali
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Il factoring è uno strumento di credito sempre più utilizzato dalle aziende, che coinvolge nello specifico tre soggetti:

  •  un imprenditore, che vanta dei crediti verso i propri clienti

  •  il cliente dell’imprenditore, cioè il “debitore ceduto”

  •  il “factor”, generalmente una banca, cioè l’operatore specializzato.

Attraverso questo contratto, l’imprenditore cede uno o più dei crediti vantati nei confronti dei propri clienti al factor, il quale li prende in carico, li gestisce, e finanzia l’imprenditore anticipando una somma percentuale dei crediti ceduti, trattenendo una commissione quale compenso per il suo operato; quindi in pratica si tratta di un finanziamento alle aziende mediantecessione del credito.

Il Factoring è uno strumento che risolve diverse esigenze aziendali:

  • l’accesso al credito;

  • la mancata riscossione dei crediti;

  • la certezza dei tempi di pagamento;

  • la gestione e controllo dei crediti da parte di un operatore specializzato.

I principali vantaggi per l’imprenditore che cede i propri crediti possono essere individuati nella possibilità di smobilizzarli e quindi disporre da subito del capitale, ottimizzare, regolarizzare e velocizzare i flussi della liquidità in cassa di brevissimo periodo; ottenere il finanziamento dei crediti commerciali e di conseguenza aumentare la competitività nel proprio mercato di riferimento.

Eventualmente il factor ha la possibilità di garantire l’imprenditore che cede i crediti dal rischio di insolvenza del proprio cliente. La cessione del credito può infatti avvenire in due modi differenti:

  • pro soluto: il factor si assume il rischio di insolvenza dei crediti ceduti ed in caso di inadempimento non potrà richiedere la restituzione degli anticipi versati al cliente;

  • pro solvendo: il factor NON si assume il rischio che il cliente dell’imprenditore non paghi il proprio debito, rischio che quindi gli rimane in carico pur avendo ceduto il credito.

Il ricorso al factoring può essere di grande aiuto per le aziende che operano ad esempio con la Pubblica Amministrazione, i cui cronici ritardi nei pagamenti possono mettere in difficoltà il fornitore che, quindi, attraverso questo canale ha la possibilità di ottenere in tempi rapidi la liquidità necessaria smobilizzando i crediti commerciali e fiscali vantati verso gli enti pubblici. Nel 2015, a seguito dell’introduzione del cosiddetto “split payment” (la norma che prevede, in sintesi, che la Pubblica Amministrazione paghi al fornitore solo l’imponibile esposto in fattura, mentre versa l’Iva direttamente all’Erario) comporterà un aumento dei crediti IVA delle aziende e pertanto il ricorso al factoring aumenterà ulteriormente. Il tempo medio di incassi dalla PA è stato calcolato in 165 giorni; non per niente quasi un terzo del portafoglio complessivo dei crediti gestiti da società di factoring è costituito dai crediti verso la Pubblica Amministrazione: sanità, amministrazioni centralie locali.

Altrettanto interessante si rivela il factoring per le aziende che esportano: il factor si impegna a gestire l’incasso del credito e ad anticipare il capitale.

Il Barometro Atradius sui comportamenti di pagamento tra aziende a livello internazionale, che ha visto coinvolte circa 3.000 imprese in 13 Paesi europei, evidenzia che le aziende dell’Europa occidentale non brillano in quanto a puntualità nel saldare i conti con i propri fornitori: circa il 40% del valore delle fatture per vendite tra imprese non viene pagato alla scadenza. In media, il 7% di tale valore è risultato ancora in sospeso trascorsi 90 giorni dalla scadenza della fattura, mentre l’1,2% è stato considerato inesigibile e quindi non si è mai trasformato in incasso. Naturalmente esistono sostanziali differenze tra i diversi Paesi, con punte di eccellenza tra le aziende danesi e svedesi e con punte negative per Italia e Grecia: in Italia il 50,2% del valore totale delle fatture emesse per vendite a credito tra imprese sul mercato interno risulta non pagato alla scadenza, contro una media europea del 40,2%. La crescita del ritardo dei pagamenti in Italia è aumentata di oltre 13 punti percentuali negli ultimi due anni.

Anche per tutti questi motivi e per i vantaggi che offre il mercato, il factoring in Italia è in crescita: nel 2014 lo strumento di credito alle imprese fa registrare 178 miliardidi euro di crediti acquistati, +2,81% rispetto all’anno precedente e per il 2015 si prevede una crescita ulteriore (+3,36).

Le regioni italiane che più si sono affidate a questo strumento sono:

  • Lombardia: 30,82%;

  • Lazio: 26,14%;

  • Piemonte: 9,38%;

  • Veneto: 6,93%;

  • Emilia Romagna: 6,74%.

Un’ulteriore spinta all’utilizzo di questo strumento potrà arrivare dall’auspicata semplificazione amministrativa, in particolare circoscrivendo il rischio di revocatoria, che ostacola di fatto il ricorso alla cessione del credito per le imprese che si trovano purtroppo in forte tensione finanziaria e inoltre sarebbe auspicabile un Testo Unico delle norme sulla cessione del credito. Il quadro normativo contiene ancora alcune disposizioni anacronistiche che ostacolano il ricorso al factoring da parte di molte aziende e a volte ne vanificano l’utilizzo quale strumento particolarmente efficace di sostegno della liquidità.

Il Commercialista telematico ha individuato in Credi Impresa Futuro, divisione di Banca IFIS dedicata ai servizi di finanziamento per l’impresa italiana, una delle migliori realtà di factoring in Italia.

Si tratta di un gruppo bancario che opera nella filiera del credito commerciale, del credito finanziario di difficile esigibilità e del credito fiscale, presente su tutto il territorio italiano con 28 filiali, oltre4.300 aziende clienti, con ampio respiro internazionale avendo sedi in Polonia,Romania,Ungheria e con join venture con la terza banca indiana.

Banca IFIS è nata nel 1983, impiega oggi più di 600 persone in tutta Italia ed è quotata in Borsa Italiana nel segmento STAR. Appartiene al network FCI (Factors Chain International) e aderisce al FITD (Fondo Interbancario Tutela Depositi).

Possono accedere ai servizi di Credi Impresa Futuro tutte le imprese attive che presentano le seguenti caratteristiche:

  • I clienti a cui l’impresa vende servizi o prodotti sono principalmente altre aziende (B2B) o la Pubblica amministrazione.

  • L’impresa ha già erogato e fatturato il servizio o il prodotto.

  • L’impresa vanta crediti di qualità con aziende più strutturate.

Credi Impresa Futuro mette a disposizione delle imprese il servizio “Filo Diretto” che attraverso Facebook, Twitter, LinkedIn, Skype, numero verde e chat su Whatsapp permette agli imprenditori di fare richiesta di un finanziamento o richiedere maggiori informazioni.

29 aprile 2015

Roberto Pasquini