L’adeguato assetto una novità? In realtà qualcuno ne parla dal 1988

di Alessandro Mattavelli

Pubblicato il 12 giugno 2021



L'adeguato assetto organizzativo delle imprese sta diventando oggetto di attenzione dopo la riforma della legislazione della crisi d'impresa. In realtà si tratta di uno dei cardini dell'analisi della gestione aziendale studiato fin dai remoti anni '80.

adeguato assetto impresaRelevance Lost: The Rise and Fall of Management Accounting (Ascesa e declino della contabilità direzionale) è un testo del 1988 (tradotto nel 1989) di T. Johnson e R. Kaplan che tra i primi ha affermato che gli indicatori finanziari non sono sufficienti a descrivere la performance di un’impresa.

Tale affermazione comporta un corollario immediato: i piani basati solo su elementi economico finanziari sono destinati a non funzionare e così pure il controllo di gestione limitato al solo bilancio è del tutto lacunoso e privo di efficacia.

Con questo non si vuole abbandonare in alcun modo l’analisi del bilancio, che resta un punto di partenza irrinunciabile per stabilire la salute economica e finanziaria di un’impresa e rappresenta un po’ quello che è il curriculum vitae per una persona o la facciata per un’abitazione, ma, al contrario, domandarsi come sia possibile migliorare determinati risultati di bilancio, individuando fattori critici, tracciando un percorso e monitorandolo con la stessa attenzione con cui si osservano le situazioni economiche patrimoniali.

Solo così è possibile la trasformazione della diagnosi in prognosi e tra la constatazione dei risultati e l’azione credibile per migliorarli.

 

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L’adeguato assetto aziendale riforma della Crisi di impresa

L’articolo 2086 del Codice civile, del resto, non parla solo di adeguato assetto contabile (che sarebbe sufficiente a garantire un’analisi di bilancio puntuale e con verifica degli indici) ma anche di assetto organizzativo e amministrativo, facendo intuire che “oltre il bilancio c’è di più…”.

Non solo, nell’articolo e nell’intero CCII (codice della crisi e dell’insolvenza) è ben specificato che il tema della crisi non è da riferirsi ad una situazione attuale, ma futura, non nel senso divinatorio e fatalistico del termine (“il futuro è un ipotesi” affermava un vecchio brano di Enrico Ruggeri) ma prospettico: arriverò là perché farò così …

Un aumento del fatturato, una diminuzione dei costi vanno sempre giustificati e sezionati e non solo con la classica scomposizione quantità e ricavi/costi unitari.

Occorrerà individuare quali siano le scelte, i comportamenti, i progetti che consentiranno il raggiungimento degli obiettivi e spostare l’attenzione sul monitoraggio di questi fattori; i risultati economico finanziari verranno di conseguenza (ma mai in secondo piano)

Sono questi i motivi che mi hanno condotto ad arricchire il tool VISION2020, pensato per il controllo periodico della gestione, anche con il foglio KPI che consente l’inserimento di tutti quei dati non direttamente ricavabili dal bilancio.

 

Alcuni utili KPI per verificare l’adeguato assetto organizzativo

Descrivere il percorso che ho seguito può aiutare chi legge a costruirsi il proprio personale cruscotto.

Il primo importante passo è la scelta delle variabili intese come quelle informazioni che mi consentiranno di comporre i KPI.

Agendo in questo modo sarà possibile da un lato ridurre la quantità di dati da monitorare (il Numero di Clienti serve contemporaneamente per calcolare il fatturato per cliente, Il numero di preventivi accettati per cliente, le note di credito per cliente ecc…) dall’altro, comprendere meglio la scomposizione dei risultati a consuntivo studiandone gli scostamenti, distinguendo, ad esempio, a fronte di un peggioramento della produttività, la componente legata ai kg prodotti da quella legata alle ore lavorate.

Sebbene sia probabile che determinati fattori ricorrano più spesso di altri, la scelta delle variabili sarà diversa e personalizzata per ogni azienda.

adeguato assetto

Definite le variabili occorrerà stabilirne i target periodici andando a formulare un budget (mensile o trimestrale).

In tal modo anche la programmazione risulta più attendibile e argomentata: aumenteremo la produttività oraria perché impiegheremo meno ore a fare gli stessi kg o produrremo più kg nelle stesse ore?

adeguato assetto

Dovremo aver cura di inserire il target relativo allo specifico periodo (il mese o il trimestre) evitando target progressivi (obiettivi al …) che potranno essere calcolati per aggregazione in un momento successivo.

Con lo stesso schema andranno poi calcolati i consuntivi rendendo possibile il confronto tra consuntivi e target.

In questa fase risulterà vincente un sistema informativo in grado di ricavare automaticamente i dati necessari, che potrà essere collegato direttamente alla tabella tramite strumenti di ETL (Extract, Transform and Load data) quali ad esempio Power Query (già incluso in Excel a partire dal 2016 ma scaricabile a parte già dal 2010).

Maggior integrazione = maggiore tempestività e minore possibilità di errore.

Una volta raccolti tutti i dati sarà possibile combinarli tra loro e ricavare i KPI.

adeguato assetto

I KPI potranno essere semplici variabili (quali i Kg prodotti) o composti % di preventivi accettati su preventivi totali.

Per ciascun KPI andrà osservata l’evoluzione (o involuzione) e il grado di raggiungimento del budget.

Il tutto potrà essere anche rappresentato graficamente a seconda della sensibilità e preferenza degli interlocutori con lo stesso Excel o con Power Bi.

Un’ultima raccomandazione: KPI tradotto significa “indicatori chiave” occorre puntare all’essenziale, a ciò che è strategico.

Del resto avete mai provato ad utilizzare un portachiavi strabordante di chiavi per aprire una porta che non conoscevate?

Less is more, anche in questo caso.

 

 

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La pianificazione finanziaria al centro dell’adeguato assetto organizzativo

Riforma del fallimento: assetto organizzativo adeguato alla dimensione dell'impresa

 

A cura di Alessandro Mattavelli

Sabato 12 giugno 2021

 

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